Caro Antonio Bassolino,

ormai la rassegna stampa di queste settimane ha ufficializzato, per sua stessa ammissione, la volontà di ricandidarsi a sindaco di Napoli. Proprio sulle pagine dei giornali riscontriamo un atteggiamento debole e remissivo nei suoi confronti, negando una serie di domande e responsabilità storico-politiche che le appartengono. Nel 2012 abbiamo pubblicato Chi comanda Napoli, un libro-inchiesta che ha attraversato i meccanismi di potere dell’emergenza rifiuti di cui lei è stato parte integrante. Non ci interessa il discorso giudiziario in riferimento alla sua prescrizione e alla sua condanna di 3,2 milioni di euro della Corte dei Conti. Come nel libro, ci interessa inquadrare le responsabilità di un grande disastro come il ciclo dei rifiuti a Napoli e in Campania. Sappiamo che lei ha letto il nostro libro e non ha avuto nulla da eccepire sulla ricostruzione storica e politica.

Non abbiamo mai pensato ad unico capro espiatorio di una stagione politica campana attraversata da poteri forti, traffici criminali nella Terra dei fuochi e rafforzamento delle clientele politico-mafiose. Di certo lei è stato un simbolo politico di quella stagione insieme a quel centro sinistra da lei fortemente voluto che vedeva in Ciriaco De Mita e Clemente Mastella due figure chiave che sostenevano le sue amministrazioni. La gestione della sanità sotto le sue amministrazioni ha accumulato un debito spaventoso frutto di spese sciagurate e clientele scoperchiate dagli scandali portati alla luce dalla magistratura. Per anni abbiamo subito un peggioramento esponenziale dell'accesso alle cure in Campania, frutto di politiche di tagli e dismissioni giustificate dalla necessità di colmare l'enorme buco nero sulla sanità lasciato dalla sua lunga stagione da amministratore.

A differenza di altri giornalisti, ci rivolgiamo a lei con franchezza di fronte a questa sua possibile scelta di tornare nell’agone politico napoletano. Le porgiamo pubblicamente 3 domande:

Ritiene ancora adeguato il fallimentare piano dei rifiuti che prevede discariche ed inceneritori?

Ritiene davvero indispensabile sottoporre la città a un ritorno a un passato già bocciato dalla storia nel nome di una non meglio precisata nostalgia da "rinascimento"?

Ritiene di avere una responsabilità rispetto al disastroso stato della sanità in Campania?

Per ogni domanda attendiamo una risposta che saremo pronti a pubblicare.

Giuseppe Manzo-Antonio Musella*

*Autori del libro inchiesta “Chi comanda Napoli” (Castelvecchi, marzo 2012)