Il protocollo dell’Asl dopo e anlisi dell’Arpac sull’acqua nera a Napoli Est
in foto: Il protocollo dell’Asl dopo e anlisi dell’Arpac sull’acqua nera a Napoli Est

Lo scorso 28 ottobre, dai rubinetti dei quartieri Barra e San Giovanni uscì acqua nera e maleodorante (“sa di nafta”) per alcune ore. Dopo il silenzio durato un mese ecco le carte dell’Asl Napoli 1 sui rilievi giunti dopo le analisi dell’Arpac effettuate il 29 ottobre da due campioni prelevati in via Martirano 4 e in via Volpicella 225.

Il giorno dopo, il 30, l’Asl con protocollo n°177 avvisa il sindaco, il direttore di Abc, il prefetto, la Regione, l’Ato Napoli-Volturno e tutti gli uffici competenti: “ritenuto che tale situazione potrebbe essere legata a un’anomalia tecnica della rete idrica di distribuzione e che il fenomeno evidenziato potrebbe indicare la sussistenza di condizioni di contaminazione […] propone al Sindaco di Napoli l’adozione di provvedimenti di competenza quali ordinare la limitazione dell’uso potabile delle acque distribuite nella zona rappresentata dai punti di prelievo sino all’esito favorevole di ulteriori accertamenti dandone adeguata informazione alla popolazione e alle attività ed imprese alimentari che utilizzano acqua potabile nel ciclo produttivo”.

In data 2 novembre l’Asl con il protocollo n°2979 comunica agli stessi attori istituzionali che dopo le successive analisi effettuate il giorno 30 ottobre dall’Arpac la situazione “può ritenersi rientrata nella normalità e, pertanto, è confermata l’idoneità dell’uso potabile delle acque erogate nelle zone su indicate”. Da questi documenti ufficiali si apprende che per almeno due giorni, il 28 e il 29 ottobre, era presente un’anomalia con rischio di "contaminazione" nella rete idrica di Napoli est tanto da proporre al sindaco “la limitazione dell’uso potabile”.

Di fronte a questa situazione sorgono molte domande che ancora non hanno avuto risposta:

Qual è “l’anomalia tecnica” in questione? Quali sono le sostanze rilevate nell’acqua nera da determinare “rischio di contaminazione”? In quei due giorni il Comune ha attivato i canali di informazione come richiesto dall’Asl? Ci sono persone che il 28 ottobre hanno continuato a erogare l’acqua secondo un uso potabile: che sostanze hanno ingerito? Dove è avvenuto l’incidente con il riversamento di sostanze nelle condotte idriche e quali sono le cause della “contaminazione?

Servono risposte rapide e tutte le istituzioni accertino la verità. Ieri è giunta la notizia dell’inchiesta della DDA sul presunto smaltimento illecito di rifiuti pericolosi da parte della Kuwait Petrolium che avrebbe riversato un fiume di veleni in quella stessa area. Napoli est è un bomba ecologica, fate presto.