passeggino

La foto di Alessio Viscardi è la sintesi perfetta. Il passeggino crivellato di proiettili per ammazzare la “Passilona”, Nunzia D’Amico dell’omonimo clan di Napoli est, è una metafora:  si colpisce il guscio dove si protegge il futuro.

La città è ormai l’addizione di tanti barrio dove bande armate di giovanissimi e donne si rincorrono e si ammazzano per un pugno di soldi. La periferia est è la periferia anche di questa faida. Una guerra che non riscuote passione “editoriale” e politica, troppo complicata per  articolare una reazione civile.

I figli del Vesuvio sono soli, al massimo qualcuno sospira quando un 17enne muore colpito dal piombo vagante come per Genny Cesarano o addirittura tira un sospiro di sollievo quando a terra cade Andrea Saraiello perché “tanto voleva entrare nel giro e poi con tutti quei tatuaggi”.

In mezzo c’è un popolo che se non emigra prova, da solo, a costruire piccole comunità. A San Giovanni sabato 17 ottobre Stefania Divertito, ostinatamente, sceglie il Nest (il teatro nato nella ex scuola Monti-Giotto) terrà un contest con tanto d premio e reading teatrale. Sempre nel mio quartiere tante persone si stanno stringendo attorno a Rosario, un 31 scomparso improvvisamente e pianto da tutti quelli che lo conoscevano da una vita come garzone del barbiere del corso. Poi c’è la Sanità che va avanti con la sua rete associativa, da sola. A Scampìa dalle Vele al Gridas è uguale, come per la Resistenza anticamorra di Ciro Corona o i ragazzi di Bagnoli che si oppongono alla “mani nella città” di una nuova speculazione.

E dall’altre parte chi c’è? Ci sono i sondaggi, le scaramucce da social su Bassolino, de Magistris, Lettieri e una barca di dilettanti allo sbaraglio verso le comunali. I loro temi non interessano nessuno, il loro giochi in cerca di un nuovo potere sono ininfluenti alla risoluzione dei problemi. In primavera verranno a chiedere il vostro voto o, come fino alle ultime elezioni europee, a comprarlo: e tu? cosa farai?