E' morto l'ex dittatore argentino Jorge  Rafael Videla (oltretutto nel giorno del compleanno della neo regina olandese Maxima, figlia di uno dei suoi ministri).

Un modo per rendere giustizia alle migliaia (30.000?) di desaparecidos, vittime del suo regime sanguinario (1976-1982) che egli stesso ha ammesso, è raccontare a chi non le conosce le loro storie e quelle dei loro bimbi rubati… perché "la memoria è la capacità di ricordare il passato e riconoscere nel presente tutte le situazioni che gli assomigliano. Quindi serve ad agire oggi e non deve essere solo qualcosa che funziona con 50 anni di ritardo. La memoria è l'unico strumento che può impedire il ripetersi di errori".

Un modo per rendere omaggio ai tanti torturati/morti/esiliati è quello di esercitare la memoria anche attraverso un buon libro o un buon film. Per questo vi segnalo, tra gli altri:

Le irregolari di Massimo Carlotto:  un viaggio nei luoghi dell'olocausto argentino. Ne emerge una Buenos Aires segnata anche topograficamente dalla tragedia: ogni sua strada, ogni sua piazza, ogni suo angolo porta con sé i segni indelebili dell'orrore. Il lettore entra insieme all'autore nel pullman della memoria guidato da un reduce della tragedia, per ripercorre insieme a loro i luoghi della vergogna da non dimenticare:  "Numero 1444 di calle Andonaegui, qui viveva il ventiduenne Eugenio de Cristofaro… lo sequestrarono il 14 settembre de 1976". In questo viaggio Carlotto conosce le persone che, come le Nonne di Plaza de Mayo, stanno cercando disperatamente di ritrovare i loro cari. Tramite l'associazione delle nonne Carlotto incontrerà Estela Carlotto, che poi scoprirà sua parente, ed insieme cercheranno di ritrovare suo nipote, nato dalla figlia Laura – sequestrata quando ancora era ancora in gravidanza ed uccisa subito dopo il parto in una campo di concentramento clandestino – ed ora figlio adottivo di qualche famiglia argentina benestante. Insieme all'associazione delle nonne, definite "irregolari" perché decise a non accettare la morte dei loro cari scomparsi pur di scontrarsi con le autorità e con una società ormai timorosa e assuefatta che le ignorava del tutto, Estela, la vera protagonista, con Carlotto e le nonne di Plaza de Mayo, andranno alla ricerca dei desaparecidos, per trovare i loro corpi nelle fosse comuni e dargli degna sepoltura: sono le nonne di quei bambini vissuti nella menzogna e che hanno bisogno di conoscere la verità. Il libro si chiude con una speranza: dopo l'incontro di Estela con il Papa nel 1997, quando gli consegnerà la lista di tutti i desaparecidos, il governo darà la sua parte nella ricerca.

D'amore e d'ombra e La casa degli spiriti di Isabel Allende che però parlano della dittatura di Pinochet in Cile.

Il volo, Le rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos di Horacio Verbitsky “… Si renderà conto che abbiamo fatto cose peggiori dei nazisti.” Comincia così la confessione del capitano della Marina militare argentina Adolfo Scilingo che racconta come, nel 1976, iniziò il più terrificante genocidio della storia dell’Argentina che portò alla sparizione di trentamila persone. Per due anni, ogni mercoledì, dalla base militare della Scuola di meccanica della Marina – dove la dittatura allestisce uno dei più terribili campi di concentramento nel quale vengono rinchiusi e torturati migliaia di  persone – aerei carichi di presunti oppositori del regime si levavano in volo diretti verso l’oceano. Migliaia di uomini e donne, prevalentemente tra i venti ed i trent'anni, già torturate e poi narcotizzate, venivano lanciate in mare ancora vive.

Naturalmente la memoria può essere sollecitata anche con un buon film. la mia personale filmografia essenziale sul tema consta di almeno 4 titoli:

Missing (1982) di Costantin Costa Gavras che parla della storia di Charles Horman, un freelance americano che si trova in un paese del Sud America insieme alla giovane moglie Beth, ed è impegnato a raccogliere informazioni su un violento colpo di stato. Una notte, Charles viene prelevato da alcuni militari e da quel momento scompare nel nulla. Suo padre Ed, un rispettabile uomo d’affari di New York, si reca immediatamente sul posto nel tentativo di rintracciarlo. Un’investigazione destinata ad infrangersi contro il muro di gomma delle autorità statunitensi, che fingono di collaborare con Ed Horman ma sono interessate soltanto a nascondere la verità del loro coinvolgimento nel golpe in atto, dietro un velo di menzogne e di silenzio. Horman venne ucciso il 19 settembre 1973 all’Estadio Nacional dai militari cileni. Alla famiglia venne restituito un corpo che poi si scoprì non essere suo.

La notte delle matite spezzate di Hector Olivera (1986) che, ispirandosi a fatti e persone reali, descrive gli arresti, la segregazione e le torture subite da un gruppo di giovani studenti – i nomi dei ragazzi sono: Claudio de Acha (17 anni, scomparso), Horacio Ungaro (17 anni, scomparso), María Clara Ciocchini (18 anni, scomparsa), María Claudia Falcone (16 anni, scomparsa): Francisco López Muntaner (16 anni, scomparso), Daniel A. Racero (18 anni, scomparso), Patricia Miranda (17 anni, sopravvissuta), Emilce Moler (17 anni, sopravvissuta): sequestrata il 17 settembre, Pablo Díaz (18 anni, sopravvissuto) – . I fatti si svolgono a La Plata e la notte degli arresti (settembre 1976) verrà appunto ricordata come la notte delle matite spezzate per ironizzare cinicamente sul corso di studi artistici che stavano seguendo questi ragazzi che mai verranno restituiti alle loro famiglie. L'unica loro colpa è stata quella di avere richiesto il tesserino liceale in modo da avere prezzi ragionevoli sul caro libri e sull'uso dei mezzi pubblici, ma per i militari è abbastanza per fare scattare la repressione. Il film descrive l'arresto e le torture subite in particolare da sette studenti. Solo uno di loro, Pablo Diaz, uscirà vivo dall'esperienza, dopo aver scontato 4 anni con l'accusa di essere stato scoperto a distribuire volantini sovversivi, guarda caso proprio nel periodo in cui era già desaparecido…

Garage Olimpo (1999) di Marco Bechis.  Racconta la storia di una ragazza, Maria, che vive in una grande casa, insieme alla madre, che ha affittato alcune stanze dell'appartamento a Felix, un ragazzo timido innamorato di lei. Maria milita in un'organizzazione che si oppone al regime dittatoriale argentino. Una mattina le milizie la rapiscono sotto gli occhi della madre per portarla in uno dei numerosi luoghi di tortura nascosti a Buenos Aires: il garage Olimpo. Per farla parlare , il capo del centro affida il compito a uno dei suoi uomini più fidati: che è proprio Felix, torturatore ma anche la unica speranza di salvezza. Dopo la morte del comandante per opera di un attentato, al Garage Olimpo giunge un nuovo capo che fa salire su un aereo anche Maria…

Figli/Hijos (2001) di Marco Bechis. È la storia dei figli dei desaparecidos, nati nei campi di concentramento e adottati illegalmente da famiglie di militari che non ne potevano avere. Si tratta di persone, ormai ultratrentenni che non sanno che le persone con cui sono cresciuti sono state molto spesso le responsabili dirette della morte dei loro veri genitori. Il film racconta la storia di due gemelli Rosa e Javier che vengono separati alla nascita grazie alla levatrice che per salvare almeno la piccola è costretta a fingere di aver fatto nascere il solo maschietto che viene rubato da una coppia di militari in procinto di trasferirsi in Italia. Vent'anni dopo, da Buenos Aires, Rosa inizia a cercare il fratello e riesce tramite internet a contattarlo a Milano dove decide di incontrarlo per rivelargli la verità (appurata dal Dna).