modella in carne

La prova costume vi spaventa? Niente paura, è ritornato in voga il curvy!

Leggere un servizio dedicato alle modelle cosiddette "in carne" su Vogue.it mi ha rallegrata, soprattutto visto che la prova costume incombe e girandosi a destra e sinistra non si fa altro che vedere varie Belen senza un filo di grasso che se ne vanno in giro illudendoci di essere le più belle.

L'amore di sé è il più grande degli adulatori.

François de La Rochefoucauld

In realtà i veri modelli di bellezza sono quelli delle nostre mamme e delle nostre nonne, le varie Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Anna Magnani e, per andare oltreoceano, Marilyn Monroe. Esse oltre ad essere dive del cinema, sono simboli della bellezza pin up, della donna tutta curve, la donna "clessidra" che la moda anni '50 ha tanto celebrato e adorato e che oggi sembra tornare in voga.

Dico sembra, perché c'è sempre chi non crede ad un fashion system dove le modelle non siano necessariamente anoressiche.

La cover story di Giugno di Vogue.it si intitola "Belle Vere" e vede protagoniste modelle famose per la loro tendenza ad affermare una forma fisica "d'eccezione" sulle copertine internazionali. Si tratta di Geo Burke, Tara Lynn, Marquita Pring, Candice Huffine:  donne, modelle, che portano in giro il loro corpo formoso con l'aria di chi è sicura di sé, di chi si sente sexy, di chi non si vieta i piaceri della tavola e contemporaneamente riesce ad essere meravigliosamente perfetta davanti alla macchina da presa.

Amare se stessi è l'inizio di una storia d'amore che dura una vita.

Oscar Wilde

Ma quanto è possibile considerare queste donne come donne veramente "normali", come donne "comuni", vicine a noi? E' difficile. Sopratutto perché ogni donna nel suo piccolo soffre di manie di perfezione, sempre e comunque, anche se il momento successivo si sente Naomi Campbell. Ebbene l'obiettivo non è tanto di emulare la loro forma fisica, quanto di emulare la loro capacità di sentirsi a casa nel proprio corpo, di sentirsi belle e speciali in una società che dice il contrario, una società che spinge ai limiti più estremi l'estetica del bello, trasformandola in un estetismo parossistico.

L'obiettivo è non dico amarsi incondizionatamente, perché lì si scadrebbe nell'essere troppo pieni di sé, ma è quello di trovare il giusto equilibrio tra il volersi bene e il salutare autocriticismo (e perché no? Un bel po' di autoironia non guasta!) in modo da trasferire questo equilibrio anche al proprio lifestyle.

Qui potete ammirare la cover story di Vogue.it