Dal 19 al 24 febbraio 2014 si è tenuta la Milano Moda Donna A/I 2014-2015, ben conosciuta all'èlite modaiola come la Fashion Week d'eccellenza. Hanno sfilato marchi celebri che hanno fatto la storia delle sfilate internazionali, come Alberta Ferretti, Emilio Pucci, Versace e Moschino. Ci sarebbe così tanto da dire, ma io ho deciso di soffermarmi sulle sfilate che hanno catturato maggiormente la mia attenzione.

Partiamo dalla prima giornata in cui mi sono divertita a guardare le sfilate di Angelo Marani, Simonetta Ravizza, Gucci e Alberta Ferretti. Ero indecisa tra le ultime due, alla fine ho scelto Gucci. Che cosa mi ha catturato? Le linee geometriche spezzate dalla morbidezza della pelliccia stile bourgeois, i pantaloni alla caviglia dal taglio sartoriale e i mini abiti dalla costruzione a tunica. Le tonalità usate sono pastello con intervalli di cuoio, cammello e nero. Per quanto riguarda le borse è tornata la storica Jackie. Quanti di voi se la ricordano?

Per la seconda giornata ho ammirato le bellissime collezioni di Blugirl, Andrea Incontri, Fendi, Just Cavalli, Cristiano Burani, Prada e Moschino. Volevo optare per Fendi poiché sono riuscita a vivere la sfilata da un'altra prospettiva grazie ai droni realizzati in collaborazione con Google, ma Moschino ha avuto la meglio e la mia scelta è ricaduta sulla sua fantastica collezione “Pop-Couture!” creata dal designer Jeremy Scott e ispirata ai fast-food, ai pacchetti snack e ai cartoni animati (come Spongebob). Abiti dalle stampe snack/popcorn e… Tavolette di cioccolato! L'abito di chiusura, invece, aveva stampato il prezzo con i valori nutrizionali. Infine, subentrano slogan inaspettati e anche il carattere del logo Moschino si trasforma, prendendo le sembianze del McDonald… Una sfilata totalmente sopra le righe!

Per la terza giornata mi sono concentrata su Blumarine, Genny, Etro, Les Copains, Aigner e Versace. Indovinate di chi vi parlerò? Ma di Versace, ovviamente! Donatella Versace ha riportato in auge, come omaggio al fratello, il taglio di sbieco usato sia nelle cuciture sia nelle gonne per nascondere i difetti ed esaltare le gambe. Un altro ritorno è dato dall'uso delle borchie e delle frange, con un richiamo al passato. Protagonisti della collezione i stivali fino al ginocchio, disponibili sia nella versione damascata che in quella stringata (molto sensuale). I colori su cui punta Donatella sono: il rosso, l'azzurro che vira sulla carta da zucchero, il bianco, il giallo e l'immancabile nero. Le tonalità possono essere “ton sur ton” o in contrasto tra loro, creando un effetto very vintage!

Per la quarta giornata arriva il turno di Ermanno Scervino, Roberto Cavalli, Antonio Marras, Cividini, Gabriele Colangelo, Emilio Pucci e Uma Wang. Io vi racconto la sfilata di Emilio Pucci! Una collezione colma di dettagli che sfociano in cappotti maculati, abiti di rete dorata con delle piastre ricamate e parka foderati di pelliccia. Ogni abito richiama alla mente una mescolanza tra le tribù nomadi dell'Asia centrale, con un mood etnico, e lo stile rockettaro degli anni '70, con un mood più urbano.Possiamo ammirare felpe e maglioni coperti di borchie, perline e ricami, pantaloncini in pelle, chemisier allungate, kaftani e poncho. I colori portanti sulla passerella sono stati: bianco, marrone, nero e giallo zafferano.

Per la quinta giornata ho osservato le meravigliose creazioni di Grinko, Marni, RoccoBarocco, John Richmond, Trussardi, Missoni, Marco De Vincenzo e Salvatore Ferragamo. Ho deciso di raccontarvi la sfilata di Marni che, grazie a Consuelo Castiglioni, ha creato un linguaggio estetico inedito, partendo dal proprio passato per arrivare a donare ai suoi spettatori un mosaico visivo unico nel suo genere. Un richiamo agli anni '50 è dato dalle silhouette femminili. Hanno sfilato gonne a ruota sotto i fianchi leggermente imbottite e ricoperte di volant. Sono tornati i giubbotti di pelle argentata craquelé con enormi cappucci che ricadono sulle spalle. Anche Marni decide di puntare sull'immancabile pelliccia, ma lo fa con dei colori artificiali, spezzando la monocromia degli abiti. Alcune tuniche, invece, hanno stampate sopra le opere di Magnus Plessen. Le forme sono scolpite e tondeggianti, il punto vita viene nascosto dalle bluse svasate. Le scarpe sono in tinta unica, nere o color carne, e l'unico ornamento viene dato dalle placche lucide dorate. In passerella si parte con completi monocromatici e si finisce con trame tribali.

Per la sesta e ultima giornata ho seguito in passerella: Dsquared2, Giorgio Armani e Stella Jean. Come ultima sfilata ho deciso di parlarvi del mitico e intramontabile Giorgio Armani. L'uomo che qualche anno fa ha tratto ispirazione dalla concezione della donna vista come una perla e ne ha creato una collezione. Quest'anno, invece, vediamo una donna libera da regole e costrizioni. Vengono reinterpretati i capi tipici della maison con una colorazione tendente al grigio e a tutte le sue sfumature, creando un gioco di effetti tra luce e ombra.Lampi di color lime danno un senso di stupore al grigio e al nero. Il tessuto utilizzato è la Flanella ammorbidita e trattata fino a diventare quasi impalpabile, come il tulle. I pantaloni hanno una linea asciutta con delle pieghe che ammorbidiscono il davanti. Le giacche sono arrotondate e riproporzionate. Negli accessori vengono usate pietre color lime per i ricami degli abiti da sera, mescolate a pietre effetto flanella con lievi venature.

Si conclude così la Milano Moda Donna A/I 2014-2015. Prossimo appuntamento? La Milano Moda Design dal 7 al 13 aprile 2014. Non mancherò!

Credit Photo: imaxtree.com