In occasione dell'ultimo episodio della fiction di successo L'Isola di Pietro, ho incontrato Michele Rosiello, l'attore che interpreta il commissario Alessandro Ferras, colui che non si prende mai troppo sul serio nella fiction, ma tutt'altro ha da raccontare della sua vita artistica.

Michele Rosiello, benvenuto su Fanpage. La televisione le sta dando tante soddisfazioni, ma come nasce la sua passione per la recitazione e quali sono stati i suoi precedenti artistici?

Quando ero bambino mio padre era solito fare dei filmini con la sua videocamera, che ancora oggi custodisce gelosamente. Già all’epoca ero attratto da quel mezzo, ma solo qualche anno più tardi l’ho fatto mio!

Fortunatamente mi scrivono in tanti, non è facile rispondere sempre ma mi sforzo di leggerli tutti e ricambiare almeno con un “grazie” o un sorriso.

Michele Rosiello
Ai tempi del liceo un amico aveva una giacca rossa catarifrangente e questo, unito agli estintori della scuola, bastò a dar vita alla saga de “Il Pompiere Gargiulo”! Utilizzammo uno dei pochi telefonini dotati di fotocamera che avevamo, ma la qualità non era soddisfacente.. dunque cominciai a portare spesso con me una piccola “handycam” ed ogni avvenimento eccezionale, ogni gita o vacanza diventavano un pretesto per creare e girare qualcosa.. Anche scene random, alle quali davo un senso successivamente montandole. Il set prediletto era l’Isola di Procida, dove da sempre vado ogni estate in vacanza con la famiglia. Costringevo i miei amici a partecipare alle mie follie!

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Inizialmente si divertivano, poi un po’ meno.. li sottoponevo a rigidissimi orari di lavoro, altro che vacanza! Una delle ultime cose che abbiamo girato è stato “Falò”, un piccolo film (o grande corto) di 45 minuti, un esperimento di metacinema dove raccontavo di noi.. cinque ragazzi che ogni estate si ritrovano in vacanza su un’isola e provano senza successo a girare un film, costretti dal loro amico con velleità cinematografiche. Nella realtà nessuno di loro aveva queste velleità, dunque mi ritrovavo a curare tutti i reparti.. dall’organizzazione alla regia, dalla fotografia alla scenografia. Così pian piano capii che quello, il cinema, non era semplicemente una passione ma ciò che volevo fare nella vita. Frequentai per un anno la scuola di cinema “Pigrecoemme” di Napoli, poi nel 2011 partecipai al bando della neonata “Scuola d'Arte Cinematografica Gian Maria Volonté” di Roma. Ero indeciso se presentarmi come regista o attore, poi optai per la seconda categoria le cui selezioni erano curate da Elio Germano, Valerio Mastandrea e Laura Muccino. Eravamo circa 800 per 12 posti e, dopo più fasi di selezione, fui scelto. Dopo due splendidi anni di scuola, durante i quali presi parte a diversi cortometraggi, mi diplomai nel 2013. Intanto studiavo Ingegneria a Napoli e l’anno successivo ultimai anche gli studi universitari conseguendo la Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

Una sua grande passione è anche la scrittura. Cosa scrive solitamente, e soprattutto, cosa le piace scrivere?

Non mi reputo uno scrittore e difficilmente m’invento una storia dal niente. Ho un taccuino che porto sempre con me, dove appunto episodi, persone, luoghi, parole, suggestioni, sogni. E da lì provo a tirare fuori qualcosa! Di solito scrivo storie semplici, possibili, in cui chiunque può ritrovarsi. Ma comunque storie che abbiano una loro originalità, spesso nell’idea registica. Provo a raccontare la stessa storia da punti di vista diversi, o più storie in parallelo che entrano in contatto tra loro. O m’impongo dei limiti di tempo e spazio. Mi diverto a giocare tra passato e presente, a giocare con la casualità degli eventi.. come a volte un singolo piccolo avvenimento cambi la vita. Sarà che sono cresciuto sul mare, sarà per l’affetto che ho per Procida.. ma spesso immagino le mie storie su un’isola. Le isole hanno qualcosa di unico, di magico, sembra che lì il tempo scorri diversamente.. sono sempre un po’ fuori dalla realtà e questo mi affascina tanto.

A Carloforte, che film girerebbe?

Si potrebbe girare una bellissima storia d’amore, ma sono molto più attratto dal mistero che avvolge l’isola. I tabarchini, così si chiamano gli abitanti di Carloforte perché colonizzati da pegliesi provenienti da Tabarka, mi hanno raccontato diverse storie avvenute negli anni. Pare esista anche un libro, dove sono raccolti tutti questi singolari racconti, ma è irreperibile! So di un famoso delitto avvenuto negli anni ’90, di una ragazza scomparsa in mare e di un tradimento scoperto poco prima delle nozze. Il bello è che ognuno li riporta in modo diverso! Sono cose che purtroppo accadono ovunque e da sempre, ma su un’isola assumono un fascino particolare. Girerei quindi un noir anni ’90 dove racconto queste tre storie con un filo conduttore comune!

Quali sono state le figure che hanno influenzato la sua curiosità artistica da bambino fino ad oggi?

Primo su tutti Marcello Mastroianni, un “signore” del cinema italiano. Era un attore versatile, in grado di interpretare con verità tutti i personaggi che gli sono stati affidati. Son tanti i suoi film che ho nella memoria ma, in particolare, sono affezionato a uno degli ultimi, forse meno noto al grande pubblico.. “Che ora è” di Ettore Scola, in coppia con Massimo Troisi, altra figura importante per me.. che con il suo genio e la sua sensibilità è riuscito ad arrivare a tutti. Credo che un vero artista, oltre ad essere apprezzato dalla critica, debba arrivare dritto al cuore del pubblico, proprio come Marcello e Massimo.

E’ abbastanza presente sui social. Quanto è importate oggi un confronto diretto con coloro che la seguono e cosa pensa dei progetti web?

Non nascondo che preferirei non esistessero i social.. perché purtroppo tanti ne abusano e facilmente vengono distorte notizie o si creano falsi miti.

Ma, dal momento che ci sono, è giusto utilizzarli (con moderazione e intelligenza) per avere un confronto diretto col pubblico. Fortunatamente mi scrivono in tanti, non è facile rispondere sempre ma mi sforzo di leggerli tutti e ricambiare almeno con un “grazie” o un sorriso. Credo sia il minimo che possiamo fare per chi ci segue con tanto affetto. In fondo, è il pubblico che ci fa vivere! Riguardo i progetti web.. perché no? Se sono validi, ben vengano. Anche se sono un po’ all’antica.. preferisco il buon vecchio cinema!

Qualche progetto futuro che tocca le sue passioni che ci vuole anticipare? Anche extra recitazione.

A breve tornerò in TV con una nuova serie di cui non posso ancora dire nulla. Intanto, sto scrivendo una storia.. forse un giorno la vedremo sul grande schermo, chissà?!