Una persona buona, una persona di cuore. Questo è Dries Mertens. Si parla di un calciatore dal talento straordinario, sbocciato tardi per tutta una serie di fattori imponderabili ma che ha trovato nel Napoli e nella città di Napoli una dimensione ideale.

Dries Mertens. Pura poesia, pura tecnica, pura umanità. Ormai da qualche  anno il Napoli si è ritrovato questo calciatore, a dir poco magnifico, tra i piedi. Quando arrivò, da solo, senza una città ad accoglierlo, una città che ha usato “E chi è?” come frase più delicata per definirlo, in pochi si aspettavano l’amore viscerale  che poi i tifosi sarebbero arrivati a provare per il ragazzo ma è così da queste parti: quando c’è qualcuno di vero, lo senti da subito ed allora te ne innamori.
I suoi colpi in campo fanno il pari a dei gesti di solidarietà e di immersione nella cultura partenopea senza precedenti.
L’ultima novità arriva dal Corriere della Sera: i colleghi del quotidiano milanese nato dal napoletano Eugenio Torelli raccontano di un Dries Mertens impegnato nel sociale, in silenzio, con alcuni amici. Dopo una trasferta torna a casa, raduna i compagni di vita e chiede loro di vedersi: “Compriamo compriamo pizze margherita e le portiamo a chi ha fame e vive in strada. Fa molto freddo", gli disse. E così iniziò il tutto.
Mertens, come ogni buon samaritano, non si fa riconoscere. Esce di casa ben mimetizzato, passeggiando con i cartoni delle pizze da dare ai senza tetto che alloggiano nei giardini a Posillipo o sotto i portici di Chiaia per arrivare poi al centro storico. Un giro di carità andato in scena tantissime volte per aiutare gli invisibili, per aiutare chi ha bisogno. Un giro che ha ricordato le gesta di un altro grande napoletano, dai nobili natali, come Antonio De Curtis.