El Intermedio (su La Sexta intorno alle 21.40) è un programma che spesso guardo con piacere qui a Madrid, perché è delle poche trasmissioni che riesce ad informare facendo vera satira, irriverente e comica, sui temi d'attualità.
Una delle rubriche più interessanti, è quella curata da una delle presentatrici, Sandra Sabatés: Mujer tenía que ser, dove si raccontano storie di donne, direttamente con la loro voce e dalla loro prospettiva, che stanno contribuendo a cambiare la visione maschilista e sessista dei nostri tempi.
Poche sere fa, una delle ospiti era Marina Amores, esperta in comunicazione audiovisiva applicata ai videogiochi.

Marina raccontava quanto sia questo un settore difficile per le donne. Lei è giocatrice professionista e sa perfettamente che quando una donna vuole addentrarsi nel mondo dei videogiochi, si scontra automaticamente con un "rifiuto del sistema". Da quelli che chiama "atteggiamenti paternalisti", di chi ti regala premi o oggetti nel gioco, a chi ti rende la partita piuttosto sgradevole pur facendo parte dello stesso team, con frasi come "preparami un sandwich" o "vai a lavare i piatti", i comportamenti maschilisti sono innumerevoli e molto comuni nelle partite online,  spiega Marina.
Ironizzando, per quanto si possa, su questi stereotipi, A fregar è il titolo che ha scelto per il suo blog, creato affinché tutte le donne appassionate di videogiochi potessero condividere le proprie esperienze come vittime di atteggiamenti sessisti.
Del resto con lo stesso obiettivo di aiutare a dare visibilità e ad aumentare la consapevolezza su questo problema, da alcuni anni esistono varie pagine web che racclgono gli insulti maschilisti ricevuti online, durante una partita, da migliaia di giocatrici. Basta andare, ad esempio, su Fatuglyorslutty per capire di cosa parliamo.

Marina racconta che iniziò a riflettere su questi comportamenti quando, come YouTuber dedicata al mondo dei videogiochi, si rese conto che spesso i commenti degli utenti erano rivolti alla sua persona, a come era vestita, al suo fisico più che ai contenuti esposti; aggressioni verbali subite da moltissime donne e che l'hanno portata ad utilizzare, ora, solo una voce off nei suoi video di presentazione.
"Non è vero che non ci sono donne appassionate di videogiochi", sottolinea, basti pensare che in Spagna il 47% dei giocatori amateur è composto da donne, ma le giocatrici professioniste non superano neppure il 5%. Il problema è che la pratica online, che è la vera "Academy" per milioni di players nel mondo, è resa difficile e poco gradevole dai problemi sopra esposti.

Una celebre eroina dei videogame: Cortana (Halo)
in foto: Una celebre eroina dei videogame: Cortana (Halo)

Anche se c'è molto ancora da fare, Marina tuttavia crede che con l'arrivo di professioniste nella produzione di videogiochi, qualcosa cambierà. Ad oggi i personaggi femminili dei video games sono quasi sempre relegati a ruoli secondari, passivi, spesso con vestiti succinti (vedi foto in alto) e in attesa di essere salvate da qualsivoglia eroe maschile…
Adesso, per fortuna e anche se molto lentamente, le cose stanno cambiando. Ora che anche le donne stanno iniziando a creare videogiochi si stanno aprendo "nuove prospettive e scrivendo nuove storie che aiuteranno la forma che abbiamo di vedere il mondo".

Questo si, e ne è convinta anche Marina Amores, "nessun cambiamento sarà mai possibile senza il supporto degli uomini"; è giunto il momento che si impegnino anche pubblicamente per una società meno fondata sui valori del maschilismo e del sessismo.