Una scena che sembra girata in Medio Oriente, a Gaza o nella Turchia di Erdogan. Si vede un muro di cemento armato. Alla base del muro decine di persone inginocchiate con le mani legate dietro la schiena. Sembrano prigionieri ma non lo sono. Non siamo in Medio Oriente o a Gaza ma a Mantes-la-Jolie, banlieue di Parigi, nel cuore dell'Europa. E quelli che si vedono nel filmato non sono militanti armati ma solo studenti del liceo. I più piccoli hanno solo 12 anni. I più grandi sono ventenni. Dopo una manifestazione degenerata in violenti scontri, la polizia li ha fatti inginocchiare ai piedi di un muro di cemento armato con le mani dietro la nuca.  Sembrano quasi prigionieri di un'improvvisata Guantanamo scolastica. Una voce fuori campo dice: "Ecco una classe esemplare".

Tutto cio' avviene alla vigilia dall'ennesima manifestazione dei #GiletsJaunes che da almeno tre settimane stanno mettendo in scacco il governo. Nonostante le concessioni del presidente Macron la lotta oramai continua trasversale. Trasportatori, operai, studenti, associazioni, sindacati. Ma man mano che la contestazione si allarga, i mezzi si fanno sempre più duri e repressivi. Per sabato le autorità hanno già annunciato che sugli Champs Elysées sfileranno i blindati per rimuovere le barricate dei manifestanti. Violenze, blindati, liceali inginocchiati nel cortile di una scuola: sono scene che ricordano epoche ben più buie. Poco prima della dimostrazione di forza della polizia, verso mezzogiorno, 153 giovani vengono arrestati in seguito alle violenze commesse ai margini  delle manifestazioni delle scuole superiori Saint-Exupéry e Jean-Rostand, due istituti che distano 500 metri l'uno dall'altro nel cuore di una zona residenziale, vicino alla cité di Val-Fourré.

"Queste immagini sono impressionanti", ha dovuto ammettere il prefetto delle Yvelines Jean-Jacques Brot "ma nessun giovane è stato ferito o maltrattato" s'è affrettato ad aggiungere. Le tensioni erano in aumento già da diversi giorni a Mantes-la-Jolie. In primo luogo nelle vicinanze dei due stabilimenti, martedì 4 dicembre, dove sono stati dati fuoco a diversi bidoni dell'immondizia, lanciati sassi ed altri oggetti contro la polizia che ha reagito con granate stordenti e gas lacrimogeni. Alla fine della giornata quasi 200 persone sono state arrestate dalla polizia in tutto il dipartimento di Yvelines, di cui 153 a Mantes-la-Jolie. Sono giovanissimi. "Ci sono parecchi dei nostri studenti tra quelli arrestati, così come gli studenti delle scuole superiori Rostand e Condorcet ", racconta un insegnante del liceo Saint-Exupéry "in classe non c'era praticamente più nessuno".

La maggior parte dei 79 giovani che sono stati rilasciati sono minori di 16 anni. Le autorità francesi li hanno dovuti rilasciare. "Per tenerli in custodia li si doveva accusare di far parte di un gruppo armato", commenta una responsabile di una ONG per i diritti umani. Intanto il Difensore dei Diritti Umani, autorità indipendente, vuole fare aprire un'inchiesta per verificare le "condizioni in cui gli studenti delle scuole superiori sono stati arrestati a Mantes-la-Jolie". E' necessario, fa sapere l'autorità, "garantire il rispetto del codice etico" della polizia e difendere "l'interesse superiore dei minori". Intanto per tutta risposta il prefetto delle Yvelines, Jean Jacques Brot, ha annunciato di voler aprire un'indagine amministrativa per scoprire l'identità dell'autore del video che mostra l'arresto. "La reazione della polizia è stata a mio avviso proporzionata – ha commentato il prefetto – trovo invece deplorevole aver filmato e trasmesso". Insomma certe cose meglio farle ma non alla luce del giorno. Ma una scena come quella dei liceali di Mantes-la-Jolie in Francia nessuno la dimenticherà facilmente.

@marco_cesario