Mamma posso spiegarti: lavoro nel web

Non c'è alcun dubbio che Internet abbia cambiato del tutto il nostro modo di informarci, di comunicare e anche di lavorare, ma ancora tantissime persone non riescono a capire effettivamente cosa significa lavorare nel web. Ti occupi di SEO (Search Engine Optimization), oppure fai il web designer, o il social media manager, o il webmaster… oppure hai intrapreso un'altra carriera nel mondo del web? Ammettilo: quando qualcuno ti chiede cosa fai nella vita, dopo la tua risposta capita spesso che il tuo interlocutore ti guardi in modo strano.

Per questo ho deciso di intervistare Riccardo Mares, noto ai più con il soprannome di Merlinox, autore di "Mamma posso spiegarti: lavoro nel web", che ringrazio per la disponibilità. Ciao Riccardo e benvenuto su Fanpage d'Autore.

D) Innanzitutto mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del rapporto tra la gente comune e il lavoro sul web.
R) Ciao Claudio. Iniziamo con un aspetto positivo: è un rapporto mutevole. Negli anni '90 il Web era un tecnicismo per pochi: solo nel mondo universitario e di qualche azienda illuminata (es: Robe di Kappa) si parlava e si usava il Web, o più correttamente internet. A fine degli anni '90 i primi pacchetti di abbonamenti Internet un po' per tutti, via modem.
Il vero boom è stato ad opera di Libero.it (email), Google e Facebook.
Oggi siamo in uno stato transitorio (spero!!!): c'è un po' di popolo che ancora non ha approcciato al Web, ma ormai ha una vaga idea di cosa sia. Poi ci sono coloro che vivono il lato estetico del Web: Facebook, ricerche, ecommerce. Poi c'è chi il web lo tiene vivo: gli operativi e gli operatori.
Operativi sono coloro che sfruttano il Web a fini di business, conoscitivi o di relazione. Gli Operatori sono coloro che permettono agli Operativi di poter fruire dei servizi di cui necessitano. Oggi hanno i nomi più svariati, tant'è che qualche burlone ha pure creato un generatore!
Il passo successivo, sui cui bisogna che in tanti si mettano in opera, sarà mostrare a tutti il lato utile del web e dimostrare come ci siano professioni emergenti che possono totalmente cambiare la vita online. Ad oggi spesso si riscontra difficoltà a far percepire il valore di un SEO o di un Social Media Manager: manca coscienza delle potenzialità e della quantità di lavoro dietro a queste operatività.

D) Perché hai deciso di scrivere questo libro? A chi è dedicato e di cosa parla?
R) Principalmente perché dopo tanti anni nel web (ormai sono più di 15!) mi rendo conto che in questa fase transitoria c'è ancora tanto da fare: trovo Operatori impreparati, con una visione troppo limitata (paraocchi) sulla loro competenza. Trovo Operativi (cliente) spesso completamente inconsapevoli di cosa stanno facendo e delle potenzialità di quello che invece potrebbero fare.
L'impegno del libro è stato proprio quello di cercare di produrre un'opera in grado di parlare a tutti e di introdurre in un percorso più ampio possibile, relativo alla vita di un sito Web, di una persona nel Web e di un professionista nel Web.
A chi è dedicato? Molti lo interpretano come un libro dedicato alle mamme dei professionisti, per spiegare cosa fanno i loro figli. Io lo vedo molto indicato per chi vuole capire il presente e il futuro del web e agli imprenditori. Sarebbe bello arrivasse anche nelle case degli studenti: nonostante siano nativi digitali (consiglio il post di Carlotta) spesso si dimostrano impreparati e inconsapevoli degli strumenti che utilizzano con troppa facilità.

D) Oggi per tante persone comuni Internet equivale a Facebook. Ma i social network ci fanno solo perdere tempo?
R) Si tanto. Come ci fanno perdere tanto tempo i libri, la televisione, le riviste. In realtà l'errore più comune è demonizzare gli strumenti conferendo loro un valore superiore a quello che hanno. Gli strumenti sono strumenti, che svolgono più o meno bene un numero più o meno elevato di funzioni, soddisfando un numero più o meno elevato di esigenze.
Un coltello è uno strumento negativo? Si: nelle mani di un serial killer sicuramente. Nelle mani di un maestro giapponese diventa il medium per creare la magnificenza del sushi. Ovvio che poi dipende dal maestro e dalla qualità del pesce.
Facebook diventa uno strumento meraviglioso, nelle mani di un'azienda in grado di utilizzarlo al meglio per promuoversi e comunicare: quelli bravi chiamano ciò inbound marketing (in Facebook).

D) Che consiglio daresti ai giovani che vogliono lavorare nel web? Come possono farsi conoscere e spiccare?
R) Prima cosa consiglio di conoscere. Spesso trovo i giovani poco appassionati e poco curiosi. Hanno delle innate (nativi digitali) capacità d'uso dei moderni strumenti, ma conoscono poco le potenzialità e sovente sono privi del fuoco della curiosità e della passione.
Ai giovani consiglio innanzitutto di leggere il mio libro (parentesi #spam)  e poi di coltivare il desiderio di approfondire.
Spiccare e farsi conoscere significa acquisire professionalità e curare il loro personal branding: prima di tutto però dovranno fare delle scelte sulla direzione da prendere, perché la scelta factotum non è così reale.
Altro consiglio è quello di  imparare a cercare, ad ascoltare, ad approfondire, ad essere umili e ad intraprendere percorsi formativi, meglio affiancandosi ad aziende già sul mercato.

D) Cosa dovrebbe fare un'azienda che si sta avvicinando per la prima volta al mondo del Web?
Posso dire un'altra volta leggere il mio libro? Secondo me la prima cosa è un esame di coscienza, cercando prima di ogni altra cosa di valutare il proprio business, i propri punti di forza e di debolezza, i propri avversari. Poi trovare dei buoni partner in grado di accompagnarli nel percorso. Nel libro c'è un capitolo che si chiama "fornitori" con dei consigli su come valutarli: è una mission davvero difficile. Secondo me il buon fornitore è quello che ti sa anche dire di NO, perché condivide il tuo bene.

Grazie Riccardo, condivido appieno: un consulente o un fornitore che faccia bene il proprio lavoro deve anche saper dire di no e, soprattutto, deve condividere obiettivi e interessi dei propri clienti. Complimenti per il tuo libro e ancora grazie per il tuo tempo.