So sedermi a tavola in buona compagnia, mangiare e bere un bicchiere di vino (rosso, il bianco non lo preferisco) più che scrivere di cibo o cercare di fingermi sapiente critico della cucina gourmet. Ma quando mi rimbalza agli occhi che Malazè è la profonda e grande volontà di un territorio che vuole spiccare il volo, allora posso anche togliermi la cravatta e sedermi comodamente a tavola con loro.  

Come far crescere un territorio, come mettere in rete le migliori esperienze raccolte negli anni, come creare un connubio tra archeologia, gastronomia, enogastronomia, ambiente e associazioni, come rendere partecipe un'intera comunità. Ecco, questo fa e insegna Malazè, dalla prima edizione, oggi arrivato a spegnere ben nove candeline.  «Niente show cooking – dice Rosario Mattera, ideatore ed organizzatore dell'evento EnoArcheoGastronomico – ma solo tanta voglia di ascoltare il racconto delle storie di quattro persone che hanno costruito la loro affermazione partendo dal basso. Persone alle quali non è stato regalato niente che con sofferenza e tenacia si stanno conquistando una credibilità professionale di notevole livello nel settore enogastronomico». Le quattro persone, nella fantastica cornice dell'Hotel Cala Moresca di Bacoli sono il top della cucina: Rosanna Marziale, chef del ristorante Le Colonne di Caserta e Stella Michelin; Marianna Vitale, chef del ristorante Sud di Quarto di Napoli e Stella Michelin; Gino Sorbillo, titolare della storica pizzeria napoletana “Sorbillo” ai Tribunali e Manuel Lombardi, titolare dell'Agriturismo “Le Campestre” di Castel di Sasso in provincia di Caserta. Questi sono accompagnati dai migliori ristoratori dei Campi Flegrei che hanno messo a disposizione i loro sap(e/o)ri.

Il coraggio di ribaltare completamente il modo di presentare un simile evento: storie, racconti, emozioni, sfide e conquiste. Di questo hanno parlato i quattro “ospiti d'onore”. Quattro forze che vengono dal basso e che oggi rappresentano l'enogastronomia italiana. Alcune di queste storie sono state veramente toccanti, da sprono per un'intera comunità: dalla storia di Rosanna, che perde il padre prematuramente e si rimbocca le maniche per portare avanti il ristorante di famiglia a quella di Marianna, faccia da scugnizza: “Perché il ristorante SUD a Quarto? Le licenze costavano poco”. Storie di “ordinarie eccellenze”, insomma. E Rosario, ancora una volta, non lascia spazio ad interpretazioni: «Per chi non l'avesse ancora capito, Malazè non è un evento enogastronomico, l'enogastronomia è soltanto uno, importante, dei suoi tanti tasselli di questo bel mosaico che lo compone, fatto per lo più da azioni che mirano, soprattutto a far integrare e stimolare le varie anime e componenti di questo territorio. Tanto è vero che le attenzioni che ci vengono fatte sono fatte sulla base di considerare Malazè una delle migliori best practice della Campania».

Per questo anche l'edizione 2014 di Malazè sarà il connubio vincente tra cultura, archeologica, gusto, arte, teatro e tanto altro ancora. Dal sei al sedici settembre ci saranno Itinerari tra le bellezze archeologiche dei Campi Flegrei: escursioni in barca, visite con i pescatori, laboratori, concorso di cortometraggi e ancora: giochi sul lago d'Averno per i più piccoli, cene di beneficenza, visite narrate nei siti archeologici e tantissimi altri appuntamenti che saranno ampiamente descritti sul sito di Malazè. Per la nona edizione, inoltre, la presenza dei contest “Land Art” e “Pozzuoli Jazz Festival”, chiude una cornice che va ben oltre l'enogastronomia.

Poi c'è il sogno in fase di progettazione: la “Malazè Foundation”, fondazione di comunità locale. L'obiettivo è mettere in rete le migliori esperienze per far crescere i Campi Flegrei, in un'ottica inclusiva perché la bellezza, l'innovazione, l'entusiasmo e la voglia di dare un contributo alla nostra terra riescono meglio quando declinati al plurale. Insomma: “lanciare il cuore oltre l'ostacolo”.