La situazione che il Venezuela sta vivendo in questo ultimi mesi non la si vedeva da molti anni.Una situazione cominciata con la morte dell'ultimo caudillo, Hugo Chavez, ed il passaggio di testimone all'attuale presidente venezuelano, Nicolas Maduro nell'Aprile di quest'anno. L'ex autista di bus ed ex sindacalista, ora alla guida del paese, forse non sapendo riempire appieno il vuoto lasciato da Chavez, ha fatto partire delle riforme che non convincono in molti, tranne la popolazione stessa.

La prima manovra adottata dal neo presidente ha cominciato toccando il Bolivar, la moneta Venezuelana. Una politica monetaria da questo punto di vista quasi unica. Il Governo infatti, conscio dell'importanza del petrolio per il Paese ma della scarsità di tutti le altre tipologie di beni, ha creato un Bolivar su due livelli: uno per i beni petroliferi ed uno per i beni di consumo, rispettivamente al 4,30% ed al 2,60% rispetto al dollaro. Sostanzialmente il primo cambio per il bene maggiormente esportato (il petrolio) ed il secondo per tutti i beni importati(quelli di consumo). Questo ha comportato nel giro di 6 mesi una moltiplicazione della base monetaria, portando il Venezuela nella situazione di inflazione oggi al 50%.

L'aumento dei prezzi a questo livello ha portato non solo danni ai venezuelani, ma anche a chi stabilisce rapporti commerciali con loro. L'esempio più emblematico è quello di Panama. Nella zona di Colon infatti, sorge la seconda zona franca più grande al mondo, dove vengono smistate merci da tutto il pianeta dirette in America Latina, quindi anche in Venezuela. Quest'ultima per i problemi che risiedono all'interno del Paese è diventata però insolvente nei confronti di Panama, costringendo i rispettivi presidenti Maduro e Martinelli a scendere a patti.

Non sapendo come affrontare una crisi economica e finanziaria, il Presidente Maduro ha spostato il tiro su altri. Il caso più lampante è quello della guerra economica contro Daka, una catena di elettrodomestici venezuelana, ordinando la sua occupazione. Secondo Maduro infatti, " i prezzi sono più alti in rapporto ad altri prodotti simili persino del 1.000%". Ovviamente il popolo ha colto la palla al balzo e migliaia di persone si sono precipitate in strada per ottenere elettrodomestici ed altro ancora a prezzi notevolmente più bassi, plaudendo all'iniziativa del Presidente.

L'ultimo caso vede invece Maduro contro un centinaio di piccoli imprenditori, che in tutta coerenza con quanto fatto con Daka, li ha accusati per l'inflazione che sta attanagliando il Paese, e cercando di nascondere gli effetti delle sue politiche monetarie. Le accuse vanno dall'aumento dei prezzi che causerebbero aumenti di prezzi alle frodi al fisco, tanto che il Presidente ha dato dei "barbari" a questi piccoli commercianti. Il tutto, come nel caso Daka, con gran sostegno della popolazione ed un'opposizione che non riesce a farsi sentire.

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Si attendono dunque le prossimo mosse populiste che il Presidente Maduro attuerà per nascondere i danni che sta compiendo sul Venezuela. Per ora si è giocato la carta del "Natale anticipato" e della "lotta ai barbari borghesi", attendiamo la terza mossa.