Due dozzine di resort, 36.000 camere in totale, uno stadio per manifestazioni sportive e non solo, tre campi da golf e – ciliegina sulla torta – mezza dozzina di casinò dotati di circa 18.000 slot machine. La Spagna avrà la sua Las Vegas. Sorgerà nella Comunità di Madrid, con ogni probabilità ad Alcorcón, come candidamente preannunciato da Esperanza Aguirre, presidente del governo regionale ed entusiasta promotrice del progetto. Da quando il miliardario statunitense Sheldon Aldelson, proprietario del gruppo Las Vegas Sands, ha deciso di installare il megacasinò nella Comunità di Madrid non si placano le polemiche. Critiche e dubbi circa la validità del progetto giungono non solo dai banchi dell’opposizione, ma anche da esponenti del governo conservatore. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Percival Mangano ha dichiarato, senza mezzi termini, che Madrid non otterrà un euro di finanziamento e che l’intero  costo dell’operazione dovrà ricadere sulle tasche di Aldelson e delle banche che gli faranno credito. Aguirre, la cui amministrazione ha operato forti tagli all'Educazione e alla Sanità, non sembra preoccupata e prosegue per la sua strada: per rimettere in piedi l'economia l’unico modello di sviluppo possibile è la speculazione edilizia e il gioco d’azzardo.

Speculazione edilizia e finanziaria

La Spagna entrò in una crisi che non conosce via d’uscita quando scoppiò la bolla speculativa in campo edilizio. Il settore delle costruzioni è stato fino a pochi anni fa il vero motore della crescita spagnola, in qualunque area del paese sbucavano come funghi cantieri per l’edificazione di complessi residenziali e industriali. Un’intera economia basata sul mattone, sgretolatasi quando l’affare cessò di essere redditizio. I prezzi delle viviendas oggi sono crollati e alcune aree hanno assunto l’aspetto di veri e propri cimiteri dell’edilizia, con cantieri fermi da mesi o addirittura anni.

Tralasciando le perplessità sugli effettivi benefici che l’economia spagnola trarrebbe da un’operazione del genere (il Nevada, paradiso del gioco, è tra gli stati americani che se la passano peggio) e gli appetiti della criminalità organizzata su un affare tanto invitante, appare quantomeno discutibile proporre come via d’uscita dalla crisi una ricetta che fa leva su un modello di sviluppo dimostratosi fallimentare. E che ha di fatto concentrato enormi ricchezze nelle mani di pochi speculatori. La nuova Las Vegas risponderà unicamente alla volontà (o ‘esigenza politica’) di andare incontro agli interessi delle imprese e delle banche più importanti del paese.

[quote|left]|La megastruttura nascerà sui terreni di proprietà della Metrovacesa, controllata da BBVA e Banco Santander[/quote]A denunciare l’accordo segreto tra Aguierre, Aldelson e i poteri forti spagnoli sono Tomás Gómez, portavoce e leader del Psm e Gregorio Gordo, rappresentante di Iu nel parlamento regionale. L’Eurovegas dovrebbe sorgere nel municipio di Alcorcón dove, come sottolineato dai due delegati, l’impresa Metrovacesa – controllata da vari soggetti, tra i quali la BBVA e il Banco Santander – possiede 1.200.000 metri quadrati di terreni edificabili. Non è certo un caso che da quando sono trapelate le prime indiscrezioni sull’area scelta per ospitare il megacomplesso le azioni della Metrovacesa abbiano registrato una clamorosa impennata: nel giro di una settimana il loro valore è balzato da 0,66 a 1,190 euro. Ci vorranno circa dieci anni perché l’Eurovegas passi dalla fase progettuale alla inaugurazione, ma la bolla speculativa si è già trasferita dall’edilizia alla finanza