Sono tanti i "Campioni" meritevoli in questo festival, ma ce n'è uno che mi ha particolarmente colpito per la timidezza con cui si è avvicinato al palcoscenico e per la purezza che dovrebbe contraddistinguere sempre un ragazzino di 19 anni. Sto parlando di Lorenzo Fragola, un cantautore non costruito. Un altro, al suo posto, si sarebbe già montato la testa dopo la vittoria di X-Factor e il record di vendite del singolo di lancia. Invece lui no, non pecca mai di presunzione, tiene alla larga le manie di protagonismo. Ha il carisma di un giovane e la saggezza di un anziano. Si, perché sembrare "timidi" e "essere puri" non significa non avere carisma, anzi. Il ragazzo c'è e tiene bene il palco. Durante la prima serata ha pagato il conto dell'emozione, ma nella serate delle "Cover" si è sentito già a suo agio con una splendida interpretazione di "Una città per cantare". Anche ieri sera, durante la serata del venerdì, si è mostrato padrone del palco, nonostante qualche problemino iniziale (probabilmente di natura tecnica, dato che toccava l'auricolare) ha gestito alla grande la sua esibizione. Il testo del suo brano non è per nulla banale, anzi. Lorenzo scrive bene e riesce a trasmettere ciò che scrive con una grandissima capacità interpretativa. Dopo il grande successo di "The Reason Why", anche "Siamo uguali" sta riscuotendo successi a destra e a manca. Al momento il suo videoclip è quello che ha ottenuto più Download su "I-Tunes" e il brano è stabilmente nelle prime posizioni nelle classifiche di vendita. Anche in termini di visualizzazioni, su Youtube, se la sta cavando bene. Otterremo un ulteriore riscontro sull'impatto di questo giovane cantautore sul pubblico con la pubblicazione del nuovo album che, stando a quanto si legge in giro, dovrebbe vedere la luce il prossimo mese. Nel frattempo auguro il meglio a Lorenzo, un ragazzo modello. La sua "Siamo uguali" meriterebbe di vincere questo Festival, su questo non ci sono dubbi.