Torna ancora a far parlare di sé Banksy, lo street artist più noto e misterioso del mondo. E lo fa come al solito in maniera tagliente, incisiva, forte, scegliendo di commentare a modo suo la grande mostra su Jean-Michael Basquiat ospitata dal 21 settembre scorso fino al 28 gennaio 2018 presso il Barbican Centre di Londra, il più grande centro teatrale d’Europa. Due nuovi graffiti di Banksy sono infatti apparsi sul muro del Barbican, entrambi ispirati alle opere del grande artista e writer americano, scomparso nel 1988 a soli 27 anni per overdose.

La conferma dell’autenticità dei graffiti è arrivata dall’account ufficiale Instagram di Banksy. Nel primo dei tre post pubblicati sul social si legge: “Una nuova grande mostra di Basquiat apre al Barbican – un posto che normalmente non vede l’ora di cancellare qualsiasi graffito dai propri muri”. Attraverso queste parole, Banksy si riferisce al fatto che Basquiat prima di essere “riconosciuto” come pittore fosse in origine un writer, un artista di strada e quindi i graffiti costituivano la parte fondamentale della sua arte.

Le opere murali richiamano entrambe, in modo molto chiaro, lo stile e la poetica dell’artista statunitense Basquiat. Nel primo graffito, che sembra volersi prendere gioco della mostra, è raffigurata una ruota panoramica e diverse persone in coda alla biglietteria. Banksy sostituisce però le cabine della ruota con le corone, motivo ricorrente nelle opere di Basquiat. La polemica sembra dunque diretta a un utilizzo delle opere dell’artista, messe in mostra in un centro teatrale, luogo ideologicamente lontano da ciò che la sua arte di strada voleva esprimere e alludendo, tra le righe, al diverso trattamento che subiscono i graffiti dentro al museo e fuori. Questo costituisce un chiaro riferimento al tema della trasformazione dell’arte di strada in mera attrazione commerciale.

Nel secondo murales, il più grande, è ritratto il protagonista del famoso dipinto di Basquiat Boy and Dog in a Johnnypump (risalente al 1982) mentre viene perquisito da due agenti della polizia londinese. La figura, che può essere interpretata come un autoritratto di Basquiat, viene ripresa da Banksy in chiave satirica, per alludere al trattamento che avrebbe subito oggi l’artista se fosse stato semplicemente un ragazzo di colore intento a disegnare dei graffiti sui muri, e non il grande artista internazionale conteso da musei e collezionisti.Nel post Instagram, sotto questa immagine, Bnaksy scrive: “Ritratto di Basquiat mentre la polizia gli dà il benvenuto – una collaborazione (non ufficiale) con la nuova mostra di Basquiat”. Questo secondo murales fa riferimento, probabilmente, al modo in cui l’artista afroamericano verrebbe trattato oggi, cioè fermato e perquisito con più probabilità rispetto a un uomo bianco.