I viaggi dell’Impero cinese sui mari del 2019
in foto: I viaggi dell’Impero cinese sui mari del 2019

"Di tutte le civiltà dell'epoca pre-moderna nessuna appariva più progredita, nessuna veniva giudicata più raffinata di quella della Cina". Veniva cosi descritta la Cina dal 1368, dall'inizio della dinastia Ming. Nel 1420, la marina cinese possedeva 1350 navi da guerra, 400 fortezze galleggianti e 250 vascelli per la navigazione.

La Cina di Xi Jinping, del 2019, è una potenza ibrida che oltre alla costruzione di portaerei, sta minacciando l'equilibrio dei mari. Le isole Paracel sono situate tra la Cina ed il Vietnam sono state militarizzate dai cinesi malgrado le proteste della comunità internazionale. Le isole Spratly sono in concordato con i vicini ma i cinesi hanno costruito una base radar con potenziale bellico. Le isole Scarborough sono occupate militarmente dal 2012.

Stiamo trattando di una potenza che sta minacciando anche Taiwan, Giappone e India. Tuttavia, rappresenta anche il più grande partner commerciale ed oggi risiede al primo posto dell' economia mondiale.

Davanti a questo scenario, ogni governo deve preparare una strategia o confluire il suo volere nella comunità internazionale. E' irrazionale chiudersi verso il mondo esterno. L'Europa si trova tra grandi giganti è deve intraprendere il suo ruolo naturale di mediatore internazionale, di bilancia delle controversie ed ha bisogno di unità e credibilità. Si riduce tutto a parole vuote, considerate le questioni interni. Governi e opposizioni populiste si stanno unendo nella rete europea a sfavore di quest'ultima e dei cittadini. Favorire i movimenti violenti di opposizione, cercare l'accordo di altri leader populisti e autoritari come Putin ed Erdogan è un errore. Uno sbaglio diplomatico può portare all'indebolimento interno di tutta la struttura, a favore di sovranismi ridimensionati. Davanti ad un grande tavolo di negoziati, come sta presentando la questione Artica per la nuova via apertasi verso l'Asia, in causa allo scioglimento dei ghiacciai, l'Europa ha bisogno di trovarsi sui mari, di condividerne il bene comune.

La realtà dimostra che una possibile Europa si sta indebolimento per l'arrivo di una migrazione incontrollata? Si tratta di un processo complesso che ha soluzioni. Dal "Mare Nostrum" del 2013, eravamo passati al Triton con la collaborazione europea dispiegata dall'Agenzia Europea delle Frontiere (Frontex) con un costo contenuto.

Il governo di G. Conte insieme al ministro M. Salvini e L. Di Maio non sta presentando nessuna risposta al resto del mondo. Il ministero degli Esteri è chiuso nella paura di aprirsi e condividere il controllo dei confini, per ridurne i costi, e garantire la sicurezza non solo in Italia ma su tutto il territorio europeo. Stanno minando la pace interna per ottenere un maggiore consenso, scegliendo una lista europea contro i propri interessi, per la medesima ragione.

Con la distruzione della propria flotta cinese di Zheng He, la Cina si chiuse al mondo. Con i porti e la mente chiusa, chiudiamo l'Italia?