Avete mai provato l'ebbrezza di mettervi alla guida di una motoslitta? Se siete tra i pochi che qui da noi hanno avuto la fortuna di  provare, già sapete di cosa parlo e soprattutto sapete benissimo che nessuna descrizione per quanto precisa e dettagliata, può trasmettere l'emozione che si prova, soprattutto se lo si fa in libertà tra lande deserte e non su corte piste predisposte.

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Se invece siete tra i molti che non hanno mai provato… Proverò a raccontarvi cosa si prova.

Siamo a Levi, un paesino nel nord della Finlandia oltre il Circolo Polare Artico.

È una zona molto rinomata per gli sport invernali, anche se qui in Italia praticamente sconosciuta.

Se avrete la fortuna di spingervi fin quassù in inverno, vi consiglio vivamente di non fermarvi a Rovaniemi, per quanto bellissima e affascinante, soprattutto per via del gettonatissimo Villaggio di Babbo Natale, ma di proseguire fino a Levi.

Noi ci siamo arrivati nel mese di febbraio che è sicuramente un periodo ottimo, anche se la temperatura arriva addirittura a -30° C.

Abbiamo traghettato con la Viking Line da Stoccolma a Turku e l'attracco all'alba nel mare ghiacciato è un'esperienza davvero unica.

Siamo poi saliti verso nord costeggiando il Golfo di Botnia fino a Kemi dove abbiamo visitato lo splendido hotel di ghiaccio che ogni anno viene ricostruito con un tema diverso, ed ora… eccoci qui!

Il freddo qui è davvero esagerato, ma vi consiglio di non preoccuparvene più di tanto, per quanto abbiate portato con voi gli abiti pesanti e da montagna più tecnici di cui il vostro armadio dispone… Qui saranno utili più o meno come un pareo.

Non esistono abbigliamenti dalle nostre parti idonei a sopportare un freddo simile. Ma per fortuna vengono in aiuto gli organizzatissimi finlandesi.

Attraversando la zona più a nord della Finlandia, ci si rende conto immediatamente di come le motoslitte vengano affittate ad ogni angolo e vi capiterà sovente di vederle attraversare la strada sbucando dalla foresta per dirigersi verso il lago ghiacciato dalla parte opposta su cui andranno a sfrecciare a tutta velocità. Fantastico!

Lago ghiacciato su cui sarà abbastanza comune vedere una o due persone, sedute lì, nel nulla, a pescare dopo aver fatto con la trivella a mano un buco nello spesso strato di ghiaccio. Non so come facciano a stare ore e ore fermi così!

I mezzi inoltre che incontrerete per strada sono tra i più disparati.

E anche gli incontri casuali: affascinanti.

Comunque noi abbiamo scelto la motoslitta e abbiamo deciso di affittarla da Perhesafarit.

Immediatamente la ragazza che ci accoglie ci stima a vista la taglia e ci accompagna nella zona vestizione. Lì ci vengono forniti una serie di indumenti e ci viene spiegato come indossarli. Si… serve anche questa lezione!

Innanzitutto… Dovrete tenervi addosso tutti i vestiti di cui già disponete, ad eccezione delle giacche a vento.

Sopra i vostri calzettoni, dovrete indossare i loro di caldissima lana e poi anche gli stivaloni che oltre ad essere impermeabili sono tutti impellicciati all'interno e contribuiranno a mantenere il calore ai piedi. E' poi la volta di un tutone impermeabile super-imbottito spettacolare che vi farà immediatamente sudare…

Ma ricordate che di lì a poco il sudore è una sensazione che vi sembrerà appartenere ad un'altra vita!

Vi daranno poi un passamontagna anch'esso ovviamente caldissimo e sul quale, dopo aver capito la tecnica per incastrarlo nel tutone e fare in modo che non passino spifferi nel collo, andrete ad indossare il casco.

Vi spiegheranno subito che il vetro del casco va sempre tenuto alzato quando vi fermate, altrimenti il respiro crea una condensa che appanna il casco e non riuscirete più a vedere nulla.

Tutto chiaro insomma… É un po' quello che si fa con la maschera al mare quando, come tutti ben sappiamo, un po' di saliva evita il problema! I finlandesi ci guardano un po' perplessi a questa affermazione, chiaramente non sono avvezzi a questa modalità!

É giunto il momento di uscire all'esterno, anche perché, vestiti così, è impossibile resistere in questo ambiente così tanto riscaldato!

Ci viene chiesto se abbiamo già guidato una motoslitta e alla domanda rispondiamo un "no" titubante, cercando di prevenire chissà quali problemi ci potrebbero creare proprio adesso, quando ormai siamo entrati nell'ottica di affittarla.

E invece no! Qui non funziona così. Fotocopiano la patente di guida e in non più di dieci minuti ci spiegano come funziona la motoslitta.

Le regole alla fine sono poche e chiare: con il pollice si accelera manovrando la levetta riscaldata, lasciando andare tutto si frena, esiste anche un freno ma non dimenticatevi mai di essere sul ghiaccio. I piedi vanno incastrati negli spazi appositi, anch'essi riscaldati, si deve piegare in curva accompagnando l'inclinazione.

Raccomandazione molto molto importante è la distanza di sicurezza adeguata (che significa enorme!) che bisogna tenere con la motoslitta che avete davanti. I caso di discesa infatti, non riuscirete a fermarla e travolgerete quella davanti. Questa è l'unica vera regola da rispettare su cui si soffermano abbondantemente, anche per via della franchigia presente.

Il passeggero deve semplicemente tenersi stretto alle apposite maniglie.

Ci viene poi consegnata la piantina della regione – sì, della regione, non della zona! – dove sono segnati i tracciati battuti, in verde e in rosso. I verdi sono quelli facili e in rosso quelli difficili che vengono sconsigliati la prima volta, ma che se ci sentiamo sicuri e vogliamo provare, non ci sono problemi. Ci indicano con una croce i distributori per il pieno in caso di bisogno e di lunga permanenza in giro e ci comunicano che possiamo stare fuori quanto vogliamo! Un buon divertimento e via!

Da buoni Italiani ci guardiamo a bocca aperta e il tipo che ci aveva spiegato tutto ci chiede se ci sono problemi.

Problemi??? Ci stanno dando in mano le motoslitte, non ci hanno chiesto la carta di credito, non hanno nessun documento nostro in mano se non la fotocopia della patente, ci hanno spiegato in dieci minuti come funziona il tutto e… via per la Finlandia e ci chiedete se ci sono problemi????

No! No! No! Assolutamente nessun problema. Ci affrettiamo a ribadirlo e partiamo.

Il primo quarto d'ora devo ammettere che è un po' difficoltoso, perché nonostante siano ormai diversi giorni che guidiamo l'auto in questa neve e in questo ghiaccio, la motoslitta è la cosa più anomala che mi sia mai capitato di guidare e completamente diversa da qualsiasi altro mezzo provato finora.

Ogni minima salita o discesa sembra insormontabile e vedere gli altri che sfrecciano dentro le piste battute o fuori in aperta campagna fa decisamente invidia a noi che a malapena riusciamo a muoverci.

Non vi dico il panico quando ci troviamo davanti addirittura il ponte riservato alle motoslitte che permette di oltrepassare la strada principale.

In realtà è sufficiente una mezz'oretta per prenderci la mano e cominciare a guidare in maniera più naturale e rilassata. In meno di un'ora ci si sente dei campioni alla guida e il divertimento comincia ad essere degno delle aspettative.

Appena arriva un tratto un po' più aperto é bellissimo tirare la velocità, anche se le cose a cui stare attenti sono davvero tante. Per esempio i cartelli di incrocio con le piste da sci di fondo che qui sono numerosissime. Oppure i cartelli direzionali agli incroci, perché non c'é nulla di più scomodo che doversi fermare con questo freddo a leggere la cartina con i guantoni.

Scordatevi di poter togliere i guanti a -30. E anche quando vi fermate…vi accorgete che dovete subito muovervi e ripartire per non restare ibernati.

Il freddo è veramente difficile da sopportare per noi, ma quando si arriva in un rettilineo un po' più aperto e si lancia la motoslitta…non ci si ricorda più di nessun freddo!

Arriva il crepuscolo e poi fa buio. Meno male che avevamo pensato di rimanere via solo un paio d'ore. Le ore trascorse sono molte molte di più del previsto e Valeria, sul sedile dietro, penso sia già in avanzato stato di congelamento, dal momento che non la sento più parlare!

Mi fermo un attimo per chiederle se non sopporta più il freddo e vuole rientrare e lei per tutta risposta mi dice: "Già che sei ferma, adesso fai provare un po' me a guidare. Tanto qui non c'è nessuno che ci vede per chilometri!"

Quando ripartiamo, dietro una curva, si apre davanti a noi la spianata di un enorme lago ghiacciato. Nel laghetto incontrato prima avevo provato ad imitare quelli che abbandonavano la pista battuta per dirigersi a tutta velocità verso le zone di neve intatta… Il risultato è stato abbastanza disastroso.

In pratica ho cercato, appena presa la patente, si inserirmi nel circuito di Formula 1 durante una gara del mondiale. L'unico risultato che ho ottenuto è stato quello di piantare la motoslitta  a non più di 50 cm dalla pista battuta e di ribaltarla su un lato nel vano tentativo di smuoverla, oltre che a creare un buco nella neve da cui sembrava impossibile uscirne.

Qualche minuto di panico totale in cui quel tesoro del mio maritino mi ha urlato dietro tutto il suo amore e anche qualcosa in più per non avergli dato retta quando, con la prudenza che perennemente (e fortunatamente!) lo contraddistingue, continuava a ripetermi che non dovevo uscire dalla pista segnata, e… non so bene per via di quale manovra o di quale santo in paradiso, eccomi di nuovo sulla pista!

Ma ritorniamo al nostro enorme lago ghiacciato in quella che è ormai diventata la notte artica. Il riverbero della neve illumina la natura. Nessuno intorno, se non le luci di qualche sperduto paesino a chilometri di distanza. Rallento, alzo la visiera e urlo a Valeria dietro di tenersi stretta stretta che adesso ci divertiamo.

Una volta presa un po' la mano, nella notte è tutto più facile, sciatori a piedi non ce ne sono più, e se qualche motoslitta arriva nella direzione opposta il faro (obbligatorio sempre acceso giorno e notte) ne segnala la presenza quando è ancora lontanissima.

Vale dietro mi rimanda un urlo di gioia come risposta.

Superiamo mio marito e lanciamo a tutta la velocità possibile la nostra motoslitta sulla superficie del lago ghiacciato in questa freddissima notte artica. L'ebbrezza che si prova è indescrivibile e nessun post e nessuna foto potranno mai rendervene l'idea adeguatamente. É una sensazione davvero unica e meravigliosa. Mai avrei pensato così adrenalinica.

Arrivati alla fine del lago ci fermiamo ad aspettare Roby che molto molto più tranquillamente ci raggiunge con il suo sguardo consapevole di aver sposato una pazza. Per lui andare ad una velocità normale, significa godersi il paesaggio.

Mi giro da Valeria per vedere come è la situazione: il freddo ora è davvero impossibile e sedere come passeggero è ancora peggio che stare alla guida perchè non ci sono leve o spazi riscaldati.

Considerando che io non sento più i piedi, non oso immaginare quanto freddo abbia lei. La sua risposta è lapidaria e perentoria. Gridando come una pazza, ancora in preda alla scarica di adrenalina che poche volte ha provato, alza la visiera per inquinare la notte con la sua voce a squarciagola: " Mammaaaaaaa! Non mi sono mai divertita così tanto in vita mia!!!!!!!!

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E vi assicuro che quest'oggi non è certo la sola!!!!

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