Cari lettori e lettrici, siccome ci piacciono le tematiche inusuali e un po' scomode oggi vi presento un problema di cui molte donne si lamentano, arrivando in alcuni casi alla separazione.

Pensate che 1/5 delle persone sposate non ha un rapporto sessuale con il proprio partner da un mese, il 12% non ne ha uno da tre mesi.

Se all'inizio del matrimonio si copula come conigli in ogni ora del giorno e della notte, ma dopo un po' quel bruciante desiderio si spegne ecco cosa penserà la moglie: La colpa è mia, ho sbagliato qualcosa, sono cambiata (in peggio), non sono più attraente, non mi ama più, mi vuole lasciare.

Ebbene, il problema non è vostro.

L'origine del male potrebbe essere fisico. Infatti 1/4 degli uomini sopra i 30 anni produrrà un basso livello di testosterone, un calo normale dopo i 50 anni e che tutti conosciamo con il nome di Andropausa (anche se i medici preferiscono chiamare questa fase ipogonadismo per rimarcare la sostanziale differenza con la Menopausa femminile), tuttavia dopo i 30 il testosterone comincia già a scendere e certo, in alcuni casi può essere fuori dalla norma.

Se vostro marito non è più "reattivo" potrebbe anche essere Noia. La routine può uccidere più che il sentimento, la passione e alla passione sono legate altre considerazioni che trascinano nel baratro tutto il rapporto. La differenza sostanziale tra uomini e donne è che Lei non desidererà neanche un rapporto sessuale con una persona che non sia anche l'oggetto del suo affetto (come minimo), quindi se è soddisfatta sul piano sessuale e sentimentale è molto difficile che vada a rifugiarsi in una relazione extraconiugale. Per l'uomo è diverso perché separerà le due sfere.

Per evitare la crisi, il più delle volte è sufficiente curare l'intimità e non parlo del rapporto sessuale puro e semplice, ma della capacità dei due partner di comunicare – soprattutto i propri sentimenti – e lo stare insieme condividendo gioie e dolori della vita quotidiana, che poi è tutto quello che si richiede ad una relazione stabile.

Se poi Lui non dovesse proprio sentirci da quell'orecchio, allora ci si può sempre rivolgere ad un consulente di coppia che possa mostrare la strada giusta per sintonizzarsi nuovamente sulla stessa frequenza.

Ricapitolando con un estratto dal sito psicologi-italia.it:

I motivi che possono mettere in crisi il rapporto di coppia possono essere diversi: la presenza di un tradimento; la scoperta da parte di uno e o di entrambi i componenti della coppia di non essere veramente innamorati; la consapevolezza che il motivo che spinge le due persone a stare insieme si regge più su basi razionali che affettive; l’eccessiva problematicità di uno dei due elementi che inficia il rapporto della coppia; la scoperta che la scelta del partner è stata condizionata dai propri vissuti rispetto alla famiglia d’origine; il mancato svincolo dalla propria famiglia che porta un’eccessiva intromissione di quest’ultima nel rapporto di coppia; la fine dell’amore da parte di uno e entrambi i componenti della coppia; la presenza di un problema sessuale; la scarsa o difficile l’intimità con l’altro; la difficoltà nel comunicare; la presenza di costante rabbia o noia; il sentirsi soli anche se si sta in coppia; i problemi materiali che accendono o inaspriscono i dissidi; l’incapacità di fare fronte a un evento inatteso come un lutto o una catastrofe; etc…

La cosa veramente importante è ricordare che dove c'è volontà c'è una soluzione. Se solo uno dei due partner avverte il problema e l'altro lo ignora, oppure entrambi i partner riconoscono la difficoltà, ma solo uno dei due ha realmente voglia di agire, allora c'è ben poco da fare.

Sappiate comunque che la legislazione italiana riconosce il rifiuto di uno dei coniugi ai rapporti sessuali come motivo sufficiente non solo per richiedere la separazione, ma anche per lasciare il tetto coniugale per un nuovo partner. In altre parole, se vostro marito vi rifiuta in camera da letto (minando, come già detto anche la vostra autostima) potete appellarvi alla sentenza della Cassazione 2539 e andare a convivere con il vostro amante (che vi auguro essere più appagante) senza per questo avere l'addebito della separazione e senza neanche negare la relazione clandestina (cosa che normalmente si rende necessaria in questi casi).

Nel caso della sentenza sopra indicata era il marito ad aver lasciato casa e la moglie, convinta di poterlo incolpare della fine del rapporto, si è vista respingere il ricorso proprio perché l'abbandono del marito è stata conseguenza dei suoi continui rifiuti.

Quindi, non disperate: c'è sempre una soluzione e, se il caso è proprio disperato, potrebbe trovarsi tra le braccia di un uomo che abbia più a cuore i vostri bisogni.

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