Che Napoli non fosse solo pizza e mandolino, beh … lo sappiamo …

Anzi. Per fortuna, aggiungerei.

Che però Napoli non sia neanche Gomorra, questo è un pochino più difficile da eliminare dalla mente di molti di noi.

E la tv e il cinema hanno giocato parecchio negli ultimi anni, in una gara di contrasti tra le bellezze paesaggistiche del Golfo e le "brutture" della spazzatura prima, della terra dei fuochi poi, e della criminalità organizzata.

Sorpettutto quando le immagini dei vicoli, delle avveneristiche fermate della metro della città, del cibo di qualità fanno da cornice a omicidi, indagini, catture di boss potentissimi, mettono in crisi la mente del telespettatore.

Gomorra, i Bastardi di Pizzofalcone, Sotto Copertura. Tutti grandi successi televisivi. Eppure dietro ci sta quel "Ventre di Napoli" corrotto e malfunzionante.

E allora solo la penna di un napoletano come Ivan Cotroneo (Tutti pazzi per Amore, Una mamma imperfetta), poteva far uscire dal cilindro l'idea di una serie con protagoniste delle Sirene (giovedì ore 21.25, Raiuno). Diretta da Davide Marengo e annunciata in primavera nel corso degli Incontri di Cinema a Sorrento, approda in tv il genere fantasy, che mancava dai tempi di Fantaghirò.

La prima puntata della serie (che andrà in onda per altri cinque giovedì), vince (in termini di ascoli, battuto Paolo Bonolis e il suo – oramai stantio – Chi ha incastrato Peter Pan) e convince (in termini di critica).

Convince perchè ci regala innanzitutto una Napoli da godere. Il lungomare, la Stazione d'Arte di Toledo, i vicoli … chiamateli clichè. Ma sono di quelli che per una sera ti fanno dire: "che bella Napoli!" Credetemi, ne abbiamo gran bisogno.

In tv arriva una cosa nuova e diversa. Ma soprattuto originale. Cotroneo ha donato alla tv italiana alcuni dei prodotti più innovativi degli ultimi anni, chi non ricorda il boom di ascolti che ha accompagnato le scene da musical tra Solfrizzi e la Rocca? Chi non ha sorriso con La mamma imperfetta, striscia quotidiana di Rai2 capace di raccontare le donne molto meglio di tante fiction biografiche della rete ammiraglia. Con Sirene Ivan Cotroneo conferma il suo talento e la voglia di scrivere bene, come pochi altri. 

La fantasia. Sirene si diverte a raccontare una storia semplice in una cornice graziosa e surreale, che incredibilmente funziona. Abbiamo visto il momento cartoon, dedicato al racconto mitologico di una delle Sirene catturata dagli uomini come attrazione da circo (dietro si annida il tema della violenza sul corpo e la mente delle donne), ci sono i super poteri  – le sirene parlano tra loro col pensiero, senza muovere le labbra, ammaliano gli uomini; fermano il tempo e lo spazio attorno a loro. E anche la fissa per lo shopping, e quella per le soap opera che ridicolizzano noi stessi, in fondo, ma che ammaliano le stesse creature metà uomo metà pesce, a loro volta.

Le tematiche. Cotroneo aveva anticipato che dietro la favola romantica delle sirenette giunte in città per salvare la propria specie, ci sono temi come appunto la lotta contro la violenza sulle donne, il rispetto della natura (del mare in primis), il bullismo. Le favole, del resto da che mondo e mondo lanciano sempre messaggi ed esempi di vita. 

E poco importa – solo per alzare inutili polveroni buoni per il tritacarne dei social – se la serie si è aperta con un corpo senza veli di donna ed è proseguita con l’inquadratura di un perfetto lato B.

La verità è che mancava in tv una serie i cui protagonisti non fossero commissari o marescialli, dove non ci fossero sparatorie o sequestri, casi su cui indagare e assassini da arrestare. Finalmente una serie di giovedì sera leggeri, divertenti e capaci di non farci addormentare sul divano.