A Firenze, il 4 marzo scorso, l’aspirante suicida Roberto Pirrone, non trovando il coraggio di uccidersi, decide di sfogarsi sparando su chi capita. Un ragionamento che non fa una grinza. Caso vuole che il malcapitato che viene sparato sia un povero dio, l’ambulante senegalese Idy Diene di 54 anni. Ci poteva capitare chiunque davanti a quel uomo, magari anche un poliziotto o un carabiniere, ma invece è stato beccato un nero per caso.
Dopo l’accaduto, la comunità senegalese ha manifestato in strada distruggendo alcune fioriere, a quel punto è giustamente intervenuto il sindaco di Firenze, Nardella, che è del PD e non della Lega, precisiamo,  e che si è giustamente risentito per le fioriere e ha ribadito che non gli pareva proprio il caso. Durante la manifestazione poi qualcuno ha sputato anche addosso al sindaco e, a questo punto, mi pare chiaro che i cattivissimi senegalesi, come ha insinuato qualcuno, siano in realtà stati fomentati dalla malavita locale, sempre senegalese, ovviamente.
Il sindaco Nardella, dopo le fioriere rotte e lo sputo, ha ritenuto giusto non indire una giornata di lutto cittadino per un ambulante nero ucciso per caso, così imparano a fare i cattivi. E per dispetto quasi quasi conferisce anche una medaglia al valore all'aspirante suicida che col suo gesto ha permesso di individuare la malavita senegalese di Firenze.