ricordo 11 settembre

Quello che ho sempre invidiato ad un popolo come quello americano è la forza che riesce a dimostrare nelle difficoltà, il patriottismo che unisce un paese così intrinsecamente eterogeneo nel momento del ricordo.

Oggi, 11 settembre 2012, sono esattamente 11 anni da quel giorno di terrore a New York, città simbolo della potenza statunitense che ormai è in cuor suo spezzata dalla rabbia e dalla frustrazione di perdite umane per una causa che non esiste. Oggi la città torna a respirare, senza mai dimenticare certo, e si riempie di personalità dell'alta moda e lusso, colori e sfarzo per festeggiare la settimana della moda.

Il periodo più importante per il fashion system è proprio quello settembrino, quando vengono fissati i nuovi canoni che reggeranno l'industria per il resto dell'anno: le collezioni presentate sono quelle infatti che riguardano la primavera/estate 2013, mentre invece la città comincia a ricoprirsi di foglie gialle.

Il contrasto è forte: lo spirito di festa e di novità quasi cozza con la necessità di rimanere concentrati anche quasi solo per un minuto, pensare a se stessi, a quelli che si sono persi, passato e futuro vanno in due direzioni diverse.

La moda che sarà, lo strazio che è stato.

Le sfilate si seguono una dopo l'altra, i passi cadenzati delle modelle sembrano quelli dei newyorkesi, sempre di fretta e sempre di corsa, quasi come a voler camminare più veloce verso un miglioramento, verso una pace ed una sicurezza che sembrano essere frutti di una fantasia lontana quando, tra un runaway e l'altro, qualcuno dice: "ricordiamo, oggi è 11 settembre". Passi che, insieme a quelli del resto del mondo, si rincorrono veloci verso una meta, e che quando passano accanto al monumento dedicato alle vittime della catastrofe del World Trade Center, diventano più lenti, pacati, e dolorosi perché sanno di stare camminando su vite che furono.

11/09/2001-11/09/2012

Remember.