"L'amore tra libertà e solitudine" dello psicologo Pino Tartaglia è un tributo al naturalismo amoroso, un saggio che apre varchi di riflessioni non banali.

L'autore è uno psicologo e psico-terapeuta, specializzato in psicosomatica e psicoterapia a mediazione corporea. È stato allievo di Aldo Carotenuto, con esperienza individuale e di gruppo sotto la guida di Federico Navarro e di Alexander Lowen. Si occupa di psicologia-psicoanalisi della musica, psicologia del suono e psicologia dell’arte.

Il saggio esprime al massimo il concetto dell'arricchimento interiore attraverso la natura, accettando il cambiamento senza forzare gli animi. Ogni cosa che accade nella nostra vita ha un senso. Anche un abbandono, uno stato d'animo negativo o un periodo di depressione servono a richiamare alla nostra coscienza un cambio di rotta. Sono come un campanello d'allarme che ci spingono a migliorare qualcosa di noi. E' attraversando il dolore, che riusciamo ad essere consapevoli dei nostri limiti e dei nostri punti di forza. Ma l'amore è tutt'altra cosa.

L'autore ce lo racconta in diciotto capitoli, con riferimenti a viaggi che potremmo definire quasi "astrali" tra la natura e il senso dell'estatico che lo conducono ad una profonda riflessione su se stesso. Il silenzio non è mai solitudine, ma un ascoltarsi continuo che rimanda ad un senso di completezza ancestrale.

Nel libro vengono affrontati problematiche attuali, dalle difficoltà relazionali ai disagi vissuti in coppia, alle crisi matrimoniali fino alle separazioni dolorose e violente. L'amore narcisistico, gli “innamoramenti da fuga” e gli abusi, il silenzio reiterato, il controllo ossessivo che testimoniano di come siamo sempre di più “separati” nella mente, nel cuore, nel corpo e nell'anima, anche grazie alle nuove tecnologie.

"L'amore richiede stati di consapevolezza superiori a quelli di chi, pur dotato di un grande intelletto, vive rinchiuso nella sua nuvoletta. Ognuno trova l'amore al livello in cui si trova: chi è affamato trova la prima cosa da mettere sotto i denti, chi cerca passione trova il caos, e chi cerca l'amore idealizzato, beh, inciamperà rovinosamente nella realtà. E, inoltre, chi cerca la conferma di sé stesso, troverà un inutile freddo specchio delle sue brame. L'amore è tutto il nostro mondo interiore che si incarna nella realtà dell'incontro: è inutile e triste esercizio dare colpa all'altro e non conoscere sé stessi".

L'amore si fa col cervello?

Come diceva una nota scrittrice: "Si fa l'amore prima di tutto con il cervello e poi con il resto".  "Personalmente ritengo invece -sostiene l'autore- che l'amore si faccia con tutto il corpo, cervello compreso. Il cervello non è un organo di per sé deputato alla scarica naturale dell'eccitazione; può produrre eros se si affida alle parti più ancestrali e istintive della personalità. Puoi proporlo, immaginarlo, pregustarlo, questo si, ma il motore dell'amore si accende e si muove a livelli profondi, inconsci e sistemici, su corde ingovernabili. L'eros è un'energia potente che non proviene e non può provenire solo dal cervello ma da regioni sconosciute, profonde e misteriose del nostro universo interiore".

I segni dell'amore

I segni dell'amore hanno una particolare limpidezza, sono inconfondibili. Il tratto fondamentale è la luminosità che contraddistingue lo sguardo: una persona che ama ha gli occhi scintillanti di linee energetiche cosmiche. La persona che ama e si sente amata ha occhi con pupilla ben focalizzata che ti guardano esprimendo saldezza, emozioni, di quelle che smuovono la vita, il sentimento dell'essere in sé stessi.

Questo è il modo per riconoscere ogni emozione, distinguere il dolore dal senso di appagamento. E' importante restare connessi con noi stessi, per evitare che schemi mentali, prefissati dalla mente, possano alterare la nostra autenticità. E' grazie alla solitudine che riusciamo a trovare una profonda connessione con noi la parte reale di noi stessi, e questo percorso ci condurrà alla maturità emozionale.

Il libro è disponibile su Amazon