Un sms tra amiche riporta: “Ciao Vale, è successa una cosa gravissima vediamoci in facoltà prima della lezione, non posso dirti nulla per telefono”.

Ciò che l’amica del cuore riporterà a Valentina è la violazione dell’immagine della ragazza, avvenuta attraverso delle foto, scattate in un momento di intimità, e poi veicolate su canali peer to peer, su youtube o in uno dei tanti siti di annunci o incontri.

Ma Valentina cosa è successo? Perché Ti sei fatta riprendere nuda? Perché quelle foto?

Le risposte sono sempre le stesse: “quella sera ho bevuto un po”; “era il mio ragazzo e volevamo vivere tutta la vita insieme, ma poi è finita”, “non pensavo che le avrebbe mai pubblicate”, “mi ha fatto vedere che le ha cancellate”.

In Valentina scatta il rimorso, occorre trovare il coraggio per dirlo ai genitori e al papà che ancora crede che sia una bambina, occorre superare le risatine degli amici che da quel giorno la vedranno come una “poco di buono”.

Valentina è un nome inventato, ma tante sono le ragazze che subiscono il disagio nel trovarsi sul web senza veli e in atteggiamenti molto intimi, il gioco condotto in buona fede spesso si trasforma in dramma.

La fase successiva è quella che si ripropone puntualmente nei nostri studi legali, l’umana difficoltà nel comunicare ai genitori che le foto condivise in “peer to peer” non potranno essere cancellate e che centinaia di utenti, forse migliaia, vedranno quei files rinominati con “il comune di residenza, il nome e cognome della figlia”.

Avviate le indagini l’autore della violazione sarà individuato, più che dalla “net-forensics”, dalla testimonianza della ragazza, dalla perquisizione presso il domicilio dell'autore e dal sequestro del personal computer di quest’ultimo.

Seguiranno anni di giudizi penali e civili, i primi per l’accertamento del reato i secondi per definire un giusto risarcimento.

Questa in sintesi la cronaca per un uso distorto della Rete.

L’invito ai giovani è di tutelare la propria immagine, ciò che oggi fate un po’ per gioco un po’ per superficialità domani potrà influenzare, o peggio rovinare, la vostra carriera professionale.

La tutela dei diritti legati all’immagine, alla riservatezza, all’onorabilità e alla reputazione deve essere valutata anche in merito alla potenza temporale che la “memorizzazione del dato” assume rispetto allo strumento tecnologico, per questo se una foto su carta può avere un tempo di vita di qualche decennio possiamo pensare che la foto digitale diffusa sulla Rete assuma caratteri non solo di globalizzazione della risorsa, quanto di conservazione illimitata.

Questo mio scritto, risale a qualche anno fa, mi sono ripromesso di ripubblicarlo ogni volta che inizio un analogo processo penale, lo faccio nella speranza che, attraverso la mia esperienza, possa evitare che in futuro i giovani ricadano nello stesso errore.

L'ho promesso ad una cliente che, distrutta dalla vergogna, ha preferito erroneamente rinunciare alla vita.