Presentato in concorso al Torino Film Festival, "The disappearence of Eleanor Rigby – Him – The disappearance of Eleanor Rigby Her", è un che film racconta una storia d'amore e una crisi di coppia dal punto di vista del marito e della moglie.

In Italia il film è arrivato nella versione "Them", una sorta di riassunto delle due versioni, molto più intense e ricche di particolari rispetto alla versione riassuntiva e che ci accompagnano nel cuore della storia attraverso i sentimenti, il dolore e il senso di inadeguatezza di due persone che vedono naufragare il proprio amore.

Il film ci catapulta nel cuore della storia, mostrandoci quello che accade quando arriva l'amore e pensi che quella storia possa durare per sempre. Ma la vita gioca strani scherzi e finisce per separare chi aveva tanto unito. A chi ci è dentro, a chi ha il cuore spezzato per un dolore che non riesce a condividere, non resta che raccogliere i cocci e andare avanti.
Il dolore, in questo caso un lutto inimmaginabile, separa e cambia per sempre due anime che prima si erano amate. Lo capisci che era amore, perché chi ha conosciuto l’amore e poi l’ha perduto brancola nel buio. Si infila in un taxi senza meta e poi si ritrova in quella casa dove tutto è rimasto com’era: i panni sparsi, quel letto dove c’eri tu e c’era lui e c’era quel bambino che non vedrai mai crescere.

Anche lui ha perduto suo figlio, ma sta reagendo in maniera diversa da te. Tu non lo capisci. Lo guardi ma non lo riconosci più. Non vuoi più stargli vicino. Vederlo. Sentirlo. Scappi perché i ricordi della vita di Cody sono così intensi che guardarti dentro ti fa male.

Non ti senti abbastanza forte. Non ti fidi più di quell’amore che una sera ti ha fatto correre per strada pur di non pagare il conto. E tu correvi a perdifiato e sorridevi, ignara che quell’amore non sarebbe stato per sempre. C’era una pioggia di lucciole quella sera ed eri felice. Felice che faticherai a ricordarlo.

Provi a ricostruirti e ritorni all’università per riprendere quegli studi abbandonati. Decidi di andare a ballare, di buttarti in qualcosa che non conosci, tra le braccia di uno sconosciuto, pur di lavarti via un po’ di quel dolore. Ma non ci riesci. Non basta.

Il vuoto resta vuoto e forse l’amore non esiste per colmare i vuoti lasciati e rappezzare le anime scucite.