Un vero e proprio bagno di folla per il cast del film “Terra Bruciata : il laboratorio italiano della ferocia nazista” del regista Luca Gianfrancesco, l’occasione è stata un’intera mattinata a contatto con i giovanissimi studenti del liceo A.M. De Carlo di Giugliano tenutasi presso il cinema Plaza nel quartiere collinare del Vomero. L’incontro, fortemente voluto dalla preside dell’istituto prof.ssa Carmela Mugione e dal prof. Michele Migliaccio coadiuvati dal prof. Alfonso Fusco , ha visto oltre duecento studenti affollare la sala proiezioni del Cinema Plaza a partire dalle ore 10:00 dopodiché, a seguito della proiezione del film, gli studenti hanno affrontato un dibattito con lo staff del film, tra cui Gianfrancesco stesso, i rinomati attori Lucianna De Falco e Arturo Sepe oltre a Gabriella Gribaudi Storica dell’Università Federico II. I tragici quanto poco conosciuti fatti narrati dal docudrama si incentrano sul periodo dell’autunno del 1943 quando l’intera Campania ed in particolar modo la provincia di Caserta sono sotto il controllo nazista. Le numerose rappresaglie naziste rivivono come monito agli occhi dei centinaia di giovanissimi attraverso le vivide testimonianze come quella di Giuseppe Filippone da Vairano Pantenora oppure di Graziella di Gasparro da Conca della Campania, quest’ultima testimone di una delle stragi naziste più efferate la quale portò via suo padre da lei e da sua madre (interpretata nel film da Lucianna de Falco). Mentre le testimonianze odierne degli ormai anziani testimoni si alternano, gli interventi degli storici Giuseppe Angelone e Gabriella Gribaudi fanno da cornice nel rendere l’idea delle spietate azioni perpetrate a danno della popolazione campana, dove solo nell’autunno del ’43 in 256 episodi morirono oltre 752 civili.

Il regista, nel dibattito con gli studenti del liceo De Carlo, ha spiegato «Alcuni dei ragazzi del liceo hanno avuto un ruolo importante come Marco Rega nel ruolo di brigadiere nell’episodio di guerriglia di Riardo; nello sviluppare questo prodotto è stato difficile trovare un nome considerando la struttura un po’ differente per il mercato italiano, in America si usa il termine “docudrama” a metà tra una fiction con dialoghi ed un documentario vero e proprio. Scegliere questo prodotto è stata una sfida, la difficoltà di cadere nella retorica è veramente alta considerando la violenza dei fatti tratti»;al termine del dibattito ha poi aggiunto «oggi abbiamo visto attraverso gli interventi dei ragazzi come essi cerchino di immedesimarsi nei panni dei personaggi che vedono sul grande schermo, questo docufilm ha proprio questo obiettivo: far entrare lo spettatore il più possibile nelle storie che vengono raccontate attraverso questa commistione tra testimonianze di persone che hanno vissuto realmente i fatti e la fiction che costituisce quell’angolino oscuro nel quale il regista mette un po’ di se, io credo che questo tipo di proiezioni possano essere un ottima modalità di apprendimento complementare a ciò che si impara sui banchi di scuola ed i feedback dei ragazzi ce ne danno conferma».

L’attore Arturo Sepe, conosciuto al grande pubblico per il suo ruolo di Angioletto nella serie tv Gomorra, è intervenuto «sono stato contentissimo di aver fatto parte di questo progetto, potendo conoscere una serie di eventi che erano scomparsi dal radar della storia di quel periodo, interpretando uno di questi piccoli grandi eroi come il vice commissario di Riardo e partigiano Rocco Piscitelli soprattutto considerando come ormai le serie tv ed i film siano spesso costellati da personaggi spesso non positivi» al coro di interventi si è poi aggiunta l’attrice Lucianna De Falco «Poter raccontare una sotria di questo spessore attraverso un film è una grande soddisfazione, comunicare i sentimenti e le emozioni al pubblico che osserva è sempre un ruolo importante. Il mio personaggio è un testimone di quelle violenze , dal punto di vista emotivo far rivivere i ricordi di una persona è un emozione molto forte. Molti oggetti di scena erano gli oggetti veri di quel periodo e ci hanno permesso di raggiungere una efficacia nel trasmettere le emozioni e sensazioni legati a quegli avvenimenti». L’opera di Gianfrancesco, acclamata a numerosi festival nazionali ed internazionali, soprattutto in vista della Giornata Mondiale della Memoria del 29 gennaio si appresta a diventare una parte integrante di un patrimonio di memorie essenziale per le future generazioni, grazie anche alle numerose riprese inedite riscoperte attraverso il lavoro del regista.