… E così, alla fine, l'hanno condannato. Ce l'hanno fatta (come ha detto qualcuno…).

Il 2013 sarà ricordato come l'anno degli “eventi storici”: le dimissioni di un Papa (Benedetto XVI), l'elezione di un Pontefice “rivoluzionario” (Francesco), la condanna di Berlusconi (mancano solo il ritorno di Cristo sulla Terra, e la verità sugli Alieni… E abbiamo fatto l'en plein!?)…

Al di là delle facili battute… La condanna di Berlusconi è stata davvero un “evento storico”!? E' tutta l'estate che non si parla d'altro. Quel “finalmente ce l'hanno fatta” non è un commento malignosetto verso i Giudici che l'hanno condannato (a differenza di ciò che hanno fatto/detto altri). No… E' una pura e semplice constatazione della Realtà. C'è da prendere atto, infatti, che solamente da “parlamentare semplice” Berlusconi può essere condannato. Quanto è accaduto, è la prova più lampante (semmai ce ne fosse stato bisogno) che l'ex Premier, in passato, ha utilizzato il suo ruolo istituzionale per difendersi DAI processi. Leggi ad personam, depenalizzazioni mirate, lodi vari, legittimi impedimenti, eccetera, hanno sempre consentito al Caimano di sciogliere i processi fino al punto tale di non doverne più rispondere. Solo ora, che non è più Presidente del Consiglio, può essere “liberamente” condannato (come un qualunque cittadino).

… Per carità: si può sempre far parte di quella schiera di poveri scemi che credono alla favola del “povero Silvio perseguitato dai giudici comunisti”. Personalmente, però, credo in un'altra Verità (a mio avviso, abbastanza palese).

Silvio Berlusconi è un uomo che ha SEMPRE inteso lo Stato come uno strumento da utilizzare a proprio “uso e consumo”. Governare, per lui, significa solamente due cose: 1) avere il mezzo più potente sul “mercato” per riuscire a favorire i propri interessi PRIVATI 2) avere il potere di scavalcare qualunque Legge. Punto. Fine. Qualunque altra idea sul suo conto, è sbagliata.

Se le premesse sono queste, non c'è da stupirsi di niente. Io, ad esempio, non mi stupisco affatto che sia implicato in una varietà infinita di reati. Quelli che dicono che tutti questi processi a suo carico sono la prova più tangibile di una (presunta) persecuzione, non sanno quello che dicono (o forse lo dicono, proprio perché lo sanno).

… Insomma: quand'è che vorremo renderci finalmente conto che un sacco di “colletti bianchi”, nel nostro Paese, sono soggetti tendenti a delinquere? Perché non riusciamo a vedere che i cosiddetti “soggetti borderline” sono anche, e sopratutto, nei “piani alti” della Società?

Vi faccio un esempio: io ho un amico, che chiameremo Gino. Gino è un povero disgraziato… E' nato da una prostituta. Ha passato la sua infanzia fra istituti e riformatori vari. Ha otto anni ha compiuto il suo primo furto. Poi, nella Vita, non si è fatto mancare nulla: spaccio di droga, truffe, furti, rapine a mano armata… Insomma, il classico soggetto “borderline” (più “out of line”, che “border”, diciamo…). Gino, di per sé, non è neanche una “cattiva persona”. E' intelligente, simpatico. Riesce a stare in buona compagnia, e a fingere di essere quasi una “persona normale”. Tuttavia, l'impulso a delinquere rimane (e rimarrà) sempre in lui. Non riesce a stare, oltre un certo limite di tempo, senza compiere qualche atto illecito (oserei quasi dire che è una tendenza “indipendente” dalla sua reale e conscia volontà).

Ecco: Gino è fatto così. Tutti lo sanno. Nessuno di quelli che lo conosce, si sognerebbe mai di dire che i giudici lo perseguitano perché ha tutti quei processi a suo carico. Altrettanto bene, nessuno mai proporrebbe Gino come futuro Presidente del Consiglio. Perché, però, la stessa regola non vale se il soggetto si chiama Berlusconi (o Dell'Utri, o Previti, o qualsivoglia altro nome di rilievo)? Perché non riusciamo a concepire il fatto che i soggetti continuamente tendenti a delinquere, non sono per forza di cosa solo i “poveracci”?

Certo: la tipologia di reati si “adatta” alla classe economica del soggetto. Berlusconi non andrebbe mai a compiere una rapina a mano armata, o a truffare i Gratta e Vinci (anche se non ci metterei la mano sul fuoco…). Allo stesso modo, il mio amico Gino, se avesse tutti i soldi che ha Silvio, punterebbe certamente molto più in alto. Il princìpio, però, è lo stesso. Non cambia.

Per questo, quando sento parlare di “agibilità politica” per Berlusconi, m'incazzo come una iena. Quale agibilità politica bisognerebbe dare al delinquente Berlusconi? A Gino nessuno ha mai dato nessuna “agibilità” (giustamente). Entra ed esce continuamente dal carcere. Il problema dell'ex Premier è forse quello di doversi fare nove mesi ai domiciliari, in una super-mega villona? Dategliela a Gino, questa opzione (… vedrete come vi ringrazierà…)!!

Tutta la discussione su Berlusconi (o meglio, la presenza stessa di Berlusconi nel panorama politico) è degna di una Repubblica delle banane, quale noi siamo. Nello scorso articolo, intitolato proprio “La Repubblica delle banane” (che potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2013/07/la-repubblica-delle-banane.html), elencavo una serie di motivi per cui dovremmo vergognarci del nostro Paese. La sola presenza dell'ex Premier è uno di quei motivi (avrei potuto inserirla benissimo…). Da noi accadono certi fatti, che in altri Stati sarebbero assolutamente incomprensibili ed inammissibili. Del resto, in un altro Paese Berlusconi non sarebbe mai potuto diventare quello che è in Italia. Figuriamoci quindi come può apparire, agli occhi di un osservatore straniero, tutta la discussione attorno alle modalità per trovare una “agibilità politica” al povero disgraziato di Arcore (o attorno a discorsi come “magistratura persecutrice”, “toghe rosse”, “giudici da far eleggere dal popolo”, e altre amenità simili…).

Cala il sipario sul buffone di Roma…

The Financial Times
L'Italia ha, finalmente, una buona occasione per riuscire a dimostrarsi un Paese normale e civilizzato. Ha l'occasione per ammettere davanti a tutto il Mondo che su Berlusconi “ci siamo sbagliati”!? Non si tratta di eliminare, o sconfiggere, l'ex Premier per via giudiziaria (ciò che politicamente, ahimè, non è mai riuscito alla Sinistra). Si tratta solo di dimostrare che in Italia, come in un qualunque altro Paese civile, la politica (l'amministrazione, cioè, del Bene Pubblico) può essere fatta esclusivamente da persone perbene. Persone con la fedina penale immacolata, e con zero interessi “privati” nel pubblico.

… E' tanto difficile da comprendere?

A quanto pare sì. Anche questa occasione, infatti (come tutte le precedenti), sta per essere sprecata (anzi, la è già). C'è infatti una serrata discussione, proveniente da più parti, su quale sia la soluzione migliore per tirar fuori Berlusconi dai guai. Non mi stupirei affatto se, alla fine, Re Giorgio I concedesse la “grazia” all'ex Premier (Napolitano farebbe qualunque cosa, pur di non far cadere le sue "mostruose" costruzioni governative…). Alla fine, comunque, credo che Berlusconi non la chiederà (anche perché significherebbe “ammettere” di aver compiuto reati). Tuttavia, nella malaugurata ipotesi dovesse accadere il contrario, mi auguro che gli italiani scendano in piazza come in Egitto (senza violenze, naturalmente). Si tratterebbe, infatti, di una palese violazione della Costituzione: la “grazia” può essere concessa solo per specifici “motivi umanitari”… E, nel caso di Berlusconi, non ci sono davvero i presupposti per darla (o vogliamo farci ridere dietro dal Mondo intero, più di quanto il Monto già non rida di noi?)…

In conclusione: mi auguro davvero che l'Italia riesca, prima o poi, a liberarsi di una triste figura come è quella di Berlusconi (il quale, pur non essendo più Premier, continuerà sempre a condizionare pesantemente la vita pubblica del nostro Paese). Sopratutto, mi piacerebbe che l'Italia riuscisse a liberarsi di tutto ciò che Berlusconi ha rappresentato: il cosiddetto “berlusconismo”, il sottobosco politico d'illegalità, la mentalità “pseudo-mafiosa”, eccetera. Tuttavia, temo che ciò non accadrà mai. Infatti, come ho scritto alla fine dell'articolo “La Sinistra è morta. Anzi no… E' più viva che mai” (che potete rileggere qui: http://animabluartista.blogspot.it/2013/03/la-sinistra-e-morta-anzi-no-e-piu-viva.html), c'è una parte d'Italia che è marcia… E, in quanto marcia, continua (e continuerà) a votare per chi la rappresenta al meglio.