Come prendere per il culo la mafia facendoli risultare goffi, simpatici e macchiette? Basta andare al cinema a vedere il film di Pif (Pierfrancesco Diliberto) "La mafia uccide solo d'estate".

Una storia d'amore dolce tra due bambini intrecciata dalla vera storia (a tappe) moderna politica/criminale degli ultimi 30 anni italiani. Uno spermatozoo che feconda l'uovo proprio mentre "quel tutto" ha inizio.

Non sono qui per scrivere una recensione perché non sono un critico cinematografico e non mi permetterei mai. Sono qui perché voglio aiutare, nel mio piccolo, questo grande capolavoro.

Chi ama e segue Pif sa quanto il suo linguaggio è diretto, semplice e ironico e come il suo occhio si posa sulla realtà testimoniando ciò che vede, scavando nella vita quotidiana, scrutando quello che tutti noi non vediamo rimanendo in superficie.

Chi ama "Il Testimome", il suo programma in onda su MTV da anni, sa quanto ci si diverte a osservare il Mondo con gli occhi azzurri di Pif.

Chi non lo conosce ha questa occasione unica di farlo.

Il film si apre come una sua puntata e così si chiude, e in mezzo c'è la STORIA, quella vera.

È la storia di Arturo, un bambino e poi un ragazzo, come me, te, come tanti, che ha avuto la fortuna o la sfortuna di nascere e crescere a Palermo e convivere con quella realtà, con la gente indifferente e menefreghista, leale e buona.

Portate i bambini a vedere questo film perché devono sapere, si ride e si piange, portiamo gli adolescenti a vedere questo film, le scolaresche, gli universitari, i giovani-adulti, gli adulti, i nonni. Riempiamo le sale perché ne vale la pena e poi è inverno, fa freddo, siamo sotto Natale, non c'è bisogno di aver paura perché la mafia uccide solo d'estate e Pif questo lo sa benissimo.