Dal mio punto di vista, tutti gli animali hanno pari opportunità e potenzialità in termini relazionali. Ciascun essere umano è un individuo caratterizzato prima di tutto dalla sua personalità e dalla sua irripetibile soggettività; questo principio è valido anche per gli animali.

E’ essenziale rendersi conto che in ogni singola circostanza gli individui coinvolti nella relazione fanno scelte o percepiscono ciò che accade, in condizioni uniche e quindi con conseguenze uniche. Questi elementi, non sempre facili da individuare, sono un valore sia nei soggetti animali sia nei soggetti umani e andrebbero ricercate e rispettate in ogni rapporto con “l’altro” (umano e non) che affrontiamo.

Tutti gli animali ci offrono la possibilità di sperimentare nuovi modi di entrare in relazione. La biodiversità è un caleidoscopio di forme, colori, odori, comportamenti, qualità cognitive, vite emozionali che un essere umano dovrebbe conoscere per il semplice motivo che condividiamo lo stesso magnifico pianeta. Quando entriamo in stretto rapporto con un animale esiste un approccio che ci consente di porci nella corretta prospettiva. La volontà di studiare e conoscere le naturali predisposizioni di quell’animale, entrare nel suo mondo, capire la “sua” visuale e iniziare attraverso l’osservazione e l’empatia a comunicare con lui.

Questo approccio si distanzia dalla visione dell’addestramento, e ancor più da qualsiasi forma di sfruttamento, ma vuole introdurre la capacità umana di vivere il momento della relazione come un’opportunità di conoscenza ed eventualmente di convivenza. In questo ambito si sprigionano forme di energia ricche di un valore aggiunto davvero nuovo rispetto al passato. Le speculazioni sul perché, sul giusto e sullo sbagliato, possono essere molto personali e non sempre coinvolgono l’etologo relazionale, ma la coscienza del singolo uomo.

Pensare fuori dagli schemi, pensare fuori dal box, pensare oltre le nostre credenze… questo ci rende esseri unici

Myriam Jael Riboldi
Se ci troviamo a relazionarci ad un animale selvatico tenuto in un recinto perché sequestrato dalle autorità competenti e che ragionevolmente ora non ha alcuna alternativa, dobbiamo affrontare al meglio quel particolare contesto. Molti animali selvatici non potranno mai essere rimassi in libertà. Il dato di fatto è che potremmo trovarci di fronte all’opportunità di stabilire una relazione con uno di questi animali. Vero è, che se il mondo fosse un luogo ideale gli animali selvatici (wild), proprio in quanto tali, non dovrebbero entrare in contatto con gli esseri umani, quelli civilizzati di certo. L’uomo non dovrebbe contaminare né tanto meno condizionare la loro natura selvatica. Ma questa non è la realtà in cui viviamo quotidianamente dove invece possiamo incontrare animali selvatici, a volte feriti, sui bordi delle strade oppure perché vengono sequestrati all'aeroporto a causa di importazioni illegali dai loro paesi nativi, oppure prelevati dalle forze dell’ordine perché tenuti in condizioni di vita assolutamente inadatte alle loro esigenze. Questi animali selvatici esistono ed è necessario stabilire con loro relazioni corrette. Il nostro punto di partenza non può che essere il qui ed ora. Sono importanti le qualità delle relazioni, ad li là delle considerazioni di principio su ciò che avrebbe potuto essere diverso o vorremmo che fosse diverso nella storia di contaminazione tra uomo e animale.

La finalità di questo approccio è il legame e il collegamento che noi esseri umani dobbiamo ricercare attraverso l’esperienza relazionale con l’individualità, l’energia, l’empatia, il mondo percettivo, i comportamenti degli altri animali. Ogni singolo momento vissuto con questa intensità e questi presupposti, conduce ad un nuovo equilibrio dinamico tra gli esseri viventi che popolano Gaia.  Conoscere lo strumento della comunicazione, le sfumature delle nostre emozioni e della vita emozionale degli altri animali, il valore della fiducia che si instaura solo con il tempo e la pazienza, l’innegabile e indiscutibile potere dell’osservazione, ci aiuta ad entrare in empatia.

Ci sono racconti delle tribù antiche ricchi di emozione, saggezza e rispetto che hanno come protagonisti animali selvatici e uomini. Così nel nostro tempo è ambientata qualche storia che vale la pena testimoniare.

La storia che voglio raccontare è davvero rappresentativa di cosa intendo quando parlo di “rompere gli schemi mentali” e analizzare ogni caso come una singola esperienza relazionale tra individui, evitando ogni pregiudizio e preconcetto, ogni convinzione e box mentale. Bart è un cucciolo maschio di Orso Alaskan Kodiak, nato in cattività, e affidato alle cure di una famiglia di addestratori e trainer per il cinema. La famiglia di Doug e Lynne, vive a Haber City, in uno splendido parco nel nord  degli Stati Uniti, nello Utah. Proprio da questa famiglia ho imparato il trucco di soffiare nelle narici dei cuccioli poiché questo semplice gesto stabilisce immediatamente un forte legame emotivo. Questa coppia di signori di mezza età, potrebbe istintivamente scatenare lo scenario del “business”, poiché le parole “addestramento”, “utilizzo per il cinema”, innescano tutti gli elementi per scatenare i pregiudizi. Bart di fatto ha lavorato in tantissimi colossal di Hollywood (tra cui Vento di passioni, Grizzly). Bart, insieme alla sorella ha vissuto  per 23 anni con la famiglia di Doug e Lizzye. Poi un giorno gli fu diagnosticato una brutta forma di cancro. Doug e Lynne, dopo la morte di Bart, hanno fondato una lega (Vital Ground Legacy) per la protezione dell’orso grizzly e la conservazione del suo habitat e grazie ai suoi sforzi e alla fama di Bart, la fondazione tenta di proteggere i territori del Montana, Idaho, Wyoming, Alaska, e British Columbia, difendendo così l’ambiente necessario alla vita dei grizzly selvatici in Nord America. Tutte queste parole hanno un senso solo se guarderete questo video.

E’ un video che insegna l’amore, il rispetto, l’empatia e la relazione oltre le parole…perché le parole sono schemi, sono codici…
Un orso che pesa 800 kg ed è alto oltre 2 metri e mezzo e ti stringe, ti lecca il collo, ti respira nella bocca…e tu sei “armato” solo della fiducia reciproca, l’energia che scorre, la giusta intenzione, mostra molto di ciò che cerco di spiegare con i miei libri e i miei corsi.

C’è un grande potenziale nel superare i pregiudizi e imparare a vivere il momento della relazionale co gli animali con intensità, competenza e consapevolezza.