in foto: Credits: Giacomo Latorrata

“L'amore, quando la vita ci incalza, è solo un'onda più alta fra le onde” Pablo Neruda

In molti hanno scritto in merito alle onde: Nietzsche, Baricco, Neruda, Goethe, Hemingway.. C’è chi tra le onde ci è nato, chi ci è cresciuto, chi vive di maree ogni giorno, e chi il mare in tempesta lo ha dentro. C’è chi se lo è fatto disegnare addosso, chi vede l’orizzonte negli occhi dei propri cari, chi va dove porta la corrente e chi insegue l’onda perfetta.
E poi, tra tutti questi, c’è Hokusai, il Grande Maestro che in “Kanagawa oki nami ura” ha strappato all’oceano l’energia, la ha fatta sua, e ha portato su foglio la magia e l’inquietudine di un mondo dalle cime tempestose, e i fondali sempre placidamente blu. La sua opera conosciuta anche come “La grande onda” fa parte della serie “Trentasei vedute del monte Fuji” (1830-1832), in esposizione presso il Museo dell’Ara Pacis Roma in occasione della mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”. Una mostra che nelle prime tre settimane dall’apertura ha riscosso un successo straordinario, attirando oltre 30.000 visitatori e raggiungendo i 2.000 ingressi giornalieri.

Credits: Giacomo Latorratain foto: Credits: Giacomo Latorrata

Attraverso 200 opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, l’esposizione intende illustrare la produzione di Hokusai in fecondo confronto con quella di alcuni tra gli artisti che, seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all'interno del tradizionale filone dell’ukiyoe.

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Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a modello anche da Van Gogh. Tra le opere di Eisen – la cui figura artistica è presentata in Italia per la prima volta in questa mostra – è la bellissima e imponente figura di cortigiana che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy nell'omonimo ritratto, pubblicata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

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Il percorso espositivo è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese), organizzato da MondoMostre Skira insieme a Zètema Progetto Cultura e curato da Rossella Menegazzo. Si articola con eleganza in cinque sezioni che offrono una selezione di immagini legate ai soggetti maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ, mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare. Un itinerario capace di rapire, portando indietro nel tempo e nello spazio. In un’epoca mai vissuta che improvvisamente diventa pane per i denti dello spettatore, coinvolto totalmente dal racconto di stanze tanto accoglienti quanto cariche di storia.

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Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Sabato fino alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)
24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00.Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio

Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.arapacis.it #HokusaiRoma