La grande coalizione Pd-Pdl inizia a traballare sotto il peso delle bugie e dei dissidi interni. Da un lato il Pdl (Berlusconi dipendente) inizia a tremare in vista della possibile interdizione dai pubblici uffici, dall'altra parte il Pd continua con le sue lotte intestine, tramandandole di generazione in generazione anche ai "giovani" Renzi e Letta. Il difficile equilibrio di governo in Italia trova molte similitudini con la Grecia e il Portogallo. Queste coalizioni nascono per poter eseguire i diktat della Troika in nome di un presunto bene dei cittadini. Ovviamente queste politiche economiche sono positive per il sistema bancario ma devastanti per l'economia reale e anche per lo stato stesso. In Grecia il caso che ha messo in crisi il governo è stato la decisione della nuova democrazia di chiudere temporaneamente l'emittente televisiva nazionale. In Portogallo, molto più semplicemente, il popolo è stanco di misure lacrime e sangue che non portano alcun beneficio tangibile. Il 12 luglio Lisbona ha chiesto alla Troika di poter posticipare le condizioni del piano di rientro del "salvataggio".

Il paradosso è quello di un rapporto a tre, nel quale il mercato (finanza globale) utilizza lo Stato e la politica come agente di riscossione crediti presso i cittadini in quello che è un continuo trasferimento di ricchezza dal basso verso l'alto. La politica attuale è quindi una politica dettata dal Ricatto Esterno al quale sembra impossibile sottrarsi.