Hanno vinto e convinto più di uno scettico, i primi due episodi della serie evento diretta da Saverio Costanzo e tratta dai best seller di Elena  Ferrante.

Oltre 7 milioni di spettatore, 29.3% di share in una sera dove la Champions bianconera e giallorossa poteva “rubare” qualcosina in termini di spettatori.

Premetto di non aver letto nessuno dei libri di Elena Ferrante, che il settimanale Time ha nel 2016 inserito tra le 100 persone più influenti al mondo (senza aver mai svelato la propria identità, l’ignota autrice ha tanti estimatori prestigiosi, come Hillary Clinton).

Mi ha impressionato però il lavoro di Saverio Costanzo (regista da sempre scrupoloso e attento), il lavoro di “riproduzione” del mondo raccontato tra le pagine dei libri dalla Ferrante, la perfezione della sceneggiatura.

Il  Rione Luzzatti di Napoli, nella periferia orientale della città, zona Poggioreale, oggi in parte divorato dai grattacieli del Centro Direzionale, è stato riprodotto fedelmente in una zona del casertano. Al lavoro un manipolo di tecnici per ricostruire palazzi, interni, il ponte della ferrovia, la chiesa. Altrettanti a cucire i tantissimi costumi sullo stile degli anni ’50.

Colpisce il grigio degli ambienti, quasi a voler “pennellare” su pellicola la ferocia del rione e delle storie quotidiane delle famiglie che ci vivono. Un presepe di anime senza alcuna voglia di riscatto, asservite al malaffare o semplicemente ripiegate su stesse.

Gli unici tocchi di “colore” di questi primi due episodi sono dati dagli occhi di Lila, la sorprendente Ludovica Nasti e dai capelli biondi di Lenù, la tenera Elisa Del Genio, amiche e rivali tra riti di iniziazione, speranze, voglia di crescere in fretta e soprattutto fuggire dal grigiore violento del rione.

Fuggire … sì, ma come? Con un solo strumento: lo studio.

Il messaggio che emerge  da questi primi due episodi di questa serie – evento è tanto semplice quanto disarmante: Leggere, studiare, conoscere! L’emancipazione sociale passa dalla cultura, le diseguaglianze si abbattono solo con l’insegnamento e la scuola.

Sono i libri a salvare la vita, le nostre vite … a salvare le Nazioni, gli Stati.

A dirci tutto questo – sembra paradossale – la stessa tv che negli ultimi vent’anni ci ha propinato case da spiare, comicità spicciola, reality ignoranti e salotti imbarazzanti.

Lila e Lenù volano con la fantasia attraverso le pagine del romanzo di May Alcott Piccole Donne, si aggrappano allo studio per non essere inghiottite da una società che le lascerebbe senza alcuna speranza.

Educazione, lottare per i propri sogni, vivere la propria felicità, la forza dell'amicizia. Sono queste le formule che hanno reso invincibile i racconti della Ferrante. Sono queste le immagini da "Grande Bellezza" che hanno reso capolavoro il lavoro di Costanzo.