“Vedi Napoli e poi muori”  – dice un detto antico le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ancora oggi questa frase risuona tragicamente un po’ ovunque: tra chi la vive ogni giorno e tra chi la conosce solo per sentito dire. Napoli e le sue bellezze naturali e artistiche che coesistono con il degrado culturale e sociale. Napoli e le sue mille sfaccettature: le luci di chi si batte per renderla migliore e le ombre della malavita e della criminalità organizzata. Napoli che la si ama e la si odia, ma che non lascia mai indifferenti. Napoli che è sempre in bilico tra la vita e la morte. Sono queste le peculiarità di una città arsa dal sole, piena di risorse tanto quanto di contraddizioni. L’eterna lotta tra bene e male, tra passato e presente, tra le glorie di un tempo e il degrado odierno non sembrano bastare per raccontare la realtà di una città complessa e multisfaccettata come quella partenopea.

Napoli è agli occhi di chi non l’ha mai vissuta una realtà corrosa dalla malavita, in cui i napoletani sembrano essersi adagiati senza volerla cambiare. Ma raccontare Napoli e i napoletani, cercando di essere obiettivi, significa avere il coraggio di esaminare le diverse realtà sociali che la animano e le danno vita. Napoli è  negli occhi di chi ogni giorno la vive, di chi ci è cresciuto ma anche di chi, qui, si è trasferito. Napoli può essere raccontata in tanti modi ma tra questi forse uno dei più semplici e diretti è farlo attraverso i volti della gente di questa città.

La gente di Napoli – Humans of Naples è il nome di un progetto fotografico e di indagine sociale che si propone di analizzare e studiare le mille realtà di Napoli attraverso i volti della “gente” corredati di un commento personale dei cittadini. L’ambizioso progetto fotografico di indagine sociale è stato lanciato dall’Università Suor Orsola Benincasa, con il patrocinio del Comune di Napoli e del Comune di San Giorgio a Cremano.

L’idea è portata avanti da un giovane laureato in Scienze e tecniche di Psicologia cognitiva: Vincenzo De Simone, già protagonista di numerose mostre di fotografia (www.facebook.com/VincenzoDeSimonePh). Il progetto, nato sulla scia di un format già ideato per la città di New York da Brandon Staton e portato avanti con gran successo, vuole raccontare la realtà sociale e culturale di Napoli, costruendo un filo narrativo attraverso le foto di una persona che rilascerà un proprio pensiero su Napoli e sull’essere napoletani.

La gente di Napoli è un progetto che intende studiare la connessione tra individui e territorio in cui vivono, per mettere in luce le risorse positive, al fine di migliorarle e non disperderle. L’azione ha l’obiettivo di coinvolgere le persone del territorio – e non solo – per sensibilizzare il background sociale e culturale di una Napoli che ha voglia di crescere e impegnarsi positivamete.

Con questo progetto ambizioso si possono raggiungere molti obiettivi. Limitare o spero, ingenuamente, di eliminare pregiudizi e stereotipi su Napoli e sui napoletani. Dare un qualcosa di positivo alla città e al territorio Campano. Una ventata di freschezza anche grazie all'indagine sociale. Nei pensieri non si trovano solo aspetti positivi ma anche negativi: denunce, proposte e speranze. Quindi non è per nulla un progetto patriottico o puramente partenopeo. Vengono analizzate le varie sfaccettature della città. Non è solo un semplice progetto di fotografia ma anche un progetto di conoscenza e di studio in cui tutti possono contribuire. Un progetto creato per i cittadini di Napoli, fatto dai cittadini di Napoli. Ovviamente possono contribuire anche persone che non abitano qui in Campania, proprio per vedere cosa ne pensano della nostra città e dei cittadini napoletani. Creare un confronto tra le varie città italiane e magari anche con le altre città del mondo dove esiste il progetto "humans of…” come ha voluto precisare Vincenzo De Simone.

In una Napoli sempre più multiculturale e in continua evoluzione il progetto di De Simone può aiutare a ripensare la città partenopea e il territorio campano in un’ottica diversa e del tutto nuova, avvalendosi della fotografia come mezzo di comunicazione che sia libero da stereotipi e che allo stesso tempo consenta alle persone che vivono Napoli di riappropriarsi di quella consapevolezza identitaria che sempre più spesso appare frammentata e incapace di creare un immaginario collettivo che possa riflettersi in concrete azioni e strategie sociali. Attraverso lo sguardo e le parole di chi Napoli la vive, ma soprattutto attraverso i volti di chi ha deciso di restare  nella sua città o di chi ha lasciato la propria città per trasferirsi a Napoli si intende rilanciare l’immagine di Napoli, promuovendo il dialogo e lo scambio internazionale, proponendo una riscoperta delle diversità e soprattutto favorendo progetti di respiro sociale, per migliorare la realtà in cui si vive.

Partecipare al progetto è molto semplice. Basta inviare la tua foto e il tuo pensiero, con nome e cognome, entro il 25 settembre all’indirizzo:  lagentedinapoli@gmail.com

Ogni fotografia, una persona. Devi essere tu il soggetto della foto e la location può essere qualsiasi, preferibilmente all’esterno e che racchiuda una via/piazza di Napoli o dintorni. La fotografia deve essere corredata da un pensiero su  Napoli. Si può parlare di qualunque cosa: esprimere un giudizio sull’essere napoletani e vivere a Napoli, oppure avanzare proposte e fornire suggerimenti. Anche i non Campani possono partecipare esprimendo un pensiero su Napoli e su cosa si è sentito dire su Napoli.

Tutte le foto verranno pubblicate sulla pagina Facebook “La gente di Napoli – Humans of Naples” (http://www.facebook.com/humansnaples)  Per convalidare il voto l’utente dovrà mettere “Mi piace” sia alla pagina Facebook “La gente di Napoli – Humans of Naples” sia alla foto interessata. Non parteciperanno le foto con  “Mi piace” non rintracciabili.

I pensieri più significativi e le fotografie più belle e le fotografie con il maggior numero di “Mi piace” che saranno raccolte fino a settembre, saranno esposte in Mostra ad Ottobre 2014 al Piano Mostre dell’Università Suor Orsola Benincasa già sede di un Museo Storico e del Museo del Giocattolo di Napoli.