Oggi, con una sentenza attesissima, la Consulta ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi per i dipendenti della pubblica amministrazione.
Ma la decisione che apre il campo alle nuove contrattazioni, sbloccando gli stipendi per l' avvenire, dalla data di pubblicazione della sentenza, non tiene in alcun conto gli anni trascorsi.
E' naturale chiedersi se quel blocco degli stipendi ora dichiarato "illegittimo" tale non fosse anche negli anni precedenti… o se invece ci troviamo in presenza di una sorta di "illegittimità sopravvenuta" !
Chiaro risulta l' intento della Corte Costituzionale di evitare di appesantire le casse dello Stato con una decisione che avrebbe comportato un esborso già stimato in 35 miliardi per gli anni 2010/2015 optando per una decisione palesemente politica.
E' dunque lecito domandarsi se l' affidamento dei dipendenti pubblici nelle garanzie della Costituzione possa esser leso da ragioni finanziarie generiche? In buona sostanza è naturale chiederci perché mai la Consulta abbia deciso di negare la valenza di determinati diritti ai dipendenti della pubblica amministrazione solo perché il loro riconoscimento avrebbe comportato un onere rilevante per le casse dello Stato?
In conseguenza della pronuncia di illegittimità del blocco dei contratti ciò che è stato avvenuto e cioè lo sblocco degli stipendi per il futuro e la riapertura delle contrattazioni rappresenta davvero il minimo che si sarebbe potuto ottenere e che ci si sarebbe potuto aspettare in questa vicenda.
Quel che rimane è il fatto che il blocco dei contratti, oggi dichiarato illegittimo, ha provocato in passato un danno rilevante, consistente in un impoverimento oggettivo per milioni di dipendenti pubblici che hanno dovuto accontentarsi per molti anni di esser retribuiti con vecchi stipendi in dispregio del criterio di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto e alla qualifica posseduta e con grave lesione della loro dignità personale e professionale.
Chi restituirà loro il potere d' acquisto perduto in questi anni?
Le soluzioni pur esistenti che consentano il soddisfacimento pieno dei diritti dei pubblici dipendenti sono da ricercare a parere di chi scrive presso altre giurisdizioni.