La coscienza a volte gioca dei brutti scherzi.

Questo potrebbe essere il riassunto della mattinata di un senatore del Pd.Lui è Felice Casson, protagonista di un espisodio alquanto singolare nella seduta di stamane dove si discuteva la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e da SEL nei confronti del ministro Angelino Alfano sul caso Ablyazov.

Qualche giorno fa Casson intervistato dal Fatto Quotidiano si espresse così nei confronti del ministro dell'Interno e vicepremier di questo governissimo: “Da Alfano sceneggiata napoletana, valuto voto di sfiducia” ma a distanza di due giorni l'ex magistrato ha ribaltato la sua opinione. 

Il senatore veneto voleva votare contro la mozione di sfiducia. Era quindi sua intenzione appoggiare l'Angelino nazionale. Invece, passando sotto la presidenza ha detto: "SI", ovvero: voglio sfiducialo. Poi, si è giustificato in aula: con il "Sì" voleva votare la fiducia al Governo. Ma con il "Si", invece, ha votato a favore della mozione di sfiducia contro il ministro.

Una situazione non facilissima. Come diceva Gaber: “La coscienza è come l'organo sessuale. O fa nascere la vita… o fa pisciare”. In questo caso il Pd e Casson hanno optato, come accade spesso ultimamente, per la seconda.