Grandi manovre pre elettorali, che in Italia significa manovrette stantìe come mille volte abbiamo visto, agitarsi scomposto per arrivare in Parlamento e altre cose talmente noiose che ormai ne parlano solo elzeviristi annoiati e travaglisti insopportabili. Al dunque, che forze politiche si presenteranno? Che politici ci governeranno? Poiché sprezzo il pericolo mi sbilancio, e ai primi di Marzo ne riparleremo.

Domanda oziosa: avremo una possibile scelta a destra, una al centro e una a sinistra, come sempre da decenni, con una forte convergenza al centro. Quando guardate le forze politiche cercare alleanze, parlarsi, fingere di litigare, tenersi il broncio, fare clamorose aperture e drammatiche chiusure, ecco: è tutto un gioco, e scusate se interpunto il mio post con svariati link a precedenti articoli ma davvero, queste cose le scriviamo da anni ed è importante capirle. Il sensazionalismo giornalistico, la necessità di catturare lettori con notizie straordinarie e via seguendo, senza escludere la poco nobile questione dei giornalisti “organici”, crea molto fumo, molto disorientamento, ma tutto è molto più semplice. A mio avviso.

C’è una destra populista; c’è un centro moderato-riformista; c’è una sinistra radicale. Punto. Lasciate stare i (presunti) tre poli, e le sinistre, e se Berlusconi andrà con Salvini, e se la Bonino ce la farà… Tutta noia per chi cerca una prospettiva d’insieme, il quadro completo, quello che evita di farsi infinocchiare. Quello che io sostengo, da non poco tempo, è che da sempre le vere opzioni sono tre, e non più di tre. Queste tre opzioni indossano vesti diverse nei decenni, in ragione di varie situazioni che non vale ora la pena riepilogare. Queste tre opzioni hanno varie sfumature che, in determinate circostanze, determinano la nascita, la fusione o la scomparsa di partiti apparentemente differenti ma sostanzialmente analoghi. Se mi permettete un pizzico di blasfemia politica è una questione di brand. Che vi piaccia la gelateria Del Corso o la Cremeria Motta, sempre di Nestlé parliamo, e di strategie di marketing. È solo un’analogia, ovviamente, e la consapevolezza dei responsabili marketing di Nestlé è mille miglia più avanti dell’inconsapevolezza dei politici protagonisti dei giochetti che credono di agire e che invece li agiscono.

Guardiamo a destra, che è il settore più interessante perché seriamente candidato a governarci dopo le prossime elezioni. Oggi la destra è Fratelli d’Italia, Lega e 5 Stelle. Prima che protestiate seguite il ragionamento: se vogliamo definire CHI sia di destra, dovremo prima chiarire COSA sia la destra (e cosa sinistra, ovviamente). Anche questo esercizio l’abbiamo già fatto, e mi permetterete di estrapolare da un vecchio post:

destra (moderna, non autoritaria) = prevalenza dell’azione: costruire, intraprendere, rischiare; da cui: accento sull’impresa (si apprezza chi fa, esponendosi personalmente, pensando che grazie al suo rischio ne tragga beneficio tutta la società); merito; da cui: individualismo; elitismo; esclusione; poche regole “esterne”, poca burocrazia, poco Stato (sussidiarietà minima); molte regole “interne”, morale più rigida, simboli identitari…

(Più avanti vediamo l’analoga lista per la sinistra).

Vi prego di considerare alcune premesse: qui non parlo della destra dichiaratamente fascista, tipo Casa Pound, destinata – a mio avviso – a restare un marginale partito estremista da sorvegliare, ovviamente, ma ininfluente elettoralmente. Certo, i Fratelli d’Italia sono proprio al limite ma a ben pensarci stanno al di qua della linea. Altra premessa: non è detto che la stringata definizione qui presentata vi convinca al cento per cento. Tenete presente che parlo di “destra” politica, e non di liberismo, conservatorismo o altri termini solo parzialmente sovrapponibili.

La lista qui sopra è molto generale e orientativa e contiene elementi di disequilibrio: la centratura sull’individuo porta all’egoismo; il desiderio di poche interferenze dallo Stato porta (o può portare) a un sentimento eversivo; le regole interne all’autoritarismo; e così via. E’ per questo che la degenerazione della destra, quella al di là della linea, è il fascismo: autoritario, eversore, anticomunista, machista e tutto quel che sappiamo definire il fascismo (un ripassino QUI).

Chi è di destra? Vabbé, Fratelli d’Italia senza dubbio. Salvini e la sua Lega anche senza dubbio (identitari, sovranisti, xenofobi, eversori, esclusivi…). Ma anche, certamente, e anche qui senza dubbi, i Cinque Stelle di Grillo (“di” Grillo, nel senso di proprietà sua – e di Casaleggio). Sono sempre molto stupito da chi non riconosce nel Movimento tutte le caratteristiche della destra populista, inclusa la straordinaria somiglianza con la Lega. I grillini sono sovranisti, anti Euro, sostanzialmente eversori (almeno quelli veri e puri della prima ora, effettivamente l’epoca Di Maio li sta rammollendo un pochino), tendenzialmente xenofobi. Il populismo, come già scritto altrove è prodromico del fascismo. I populismi leghisti e grillini, così simili, sono di destra nei fatti, e certamente questa analisi non può essere smentita dal fatto che “tanti di sinistra” hanno votato 5 Stelle. Questo argomento è specioso perché parte dall’idea aprioristica che l’etichetta (“di sinistra”) sia vera a prescindere. Dichiararsi “di sinistra” e poi pensare che occorra uscire dall’Euro, che il Parlamento vada aperto come una scatoletta, che stare in un partito padronale e autoritario sia cosa giusta… ecco, direi che ce ne infischiamo dell’etichetta; nel Movimento ci sono populisti con tutte le caratteristiche del populismo di destra.

Guardiamo a sinistra, che in questi anni si è ridotta al lumicino, non certo solo in Italia:

sinistra (moderna, non autoritaria) = prevalenza del pensiero: ascoltare, dialogare, condividere; da cui: accento sul lavoro e sui lavoratori (si “condivide” la condizione dei meno privilegiati); solidarietà; da cui: egualitarismo; rappresentanza; inclusione; regole da fonte terza, sovra-individuale (come garanzia collettiva): burocrazia e Stato (sussidiarietà ampia); (parziale…) tolleranza verso la trasgressione delle regole, morale meno rigida.

Al di là della linea ci sono state le tragedie delle Brigate Rosse e altri gruppi terroristici che sono stati contigui alla sinistra parlamentare, che uno sforzo intelligente e non indolore seppe fare una scelta democratica. Ma quella sinistra, sfiancata dal processo democratico-riformista anche interno, dalla caduta del muro e bla bla tutto quel che si sa, è diventata, oggi, ridicolo simulacro, diviso in miriadi di gruppetti comunisti, quasi comunisti, ex comunisti, rifondatori del comunismo, socialdemocratici molto social, ognuno molto seriamente convinto i) di voler unire la sinistra ii) con valori e slogan del ‘900 iii) incuranti di decenni di insuccessi iv) e sostanzialmente fieri di avere pesantemente contribuito a far fallire ogni tentativo riformista in Italia.

Non ci chiediamo ovviamente chi sia di sinistra in Italia perché di sigle ce n’è una quantità. Diciamo pure tutti quelli a sinistra del PD, loro vero e principale nemico.

Infine guardiamo al centro per vedere, con mestizia, che il fronte moderato e riformista è l’erede del già defunto Nazareno. Berlusconi e Renzi, con frattaglie simil democristiane in mezzo. Questa sono certo che non la mandate giù volentieri, ma immaginate un centrodestra riformista di liberali e moderati senza Berlusconi; e un centrosinistra di liberalsocialisti, riformisti e socialdemocratici senza Renzi. Vedreste bene che le due aree si toccano e si sovrappongono assai bene. Se non fosse per la presenza di un’assai politicamente sopravvalutata lobby cattolica, c’è una continuità fra liberalismo “sociale” e socialismo democratico che ha avuto nobilissimi padri anche in Italia. Purtroppo questo centro potenzialmente contiguo ha una serie di gravi problemi. Oltre alle ingombranti presenze di Berlusconi e Renzi. Prima fra le quali è la legge elettorale che è stata costruita ad arte (una cosa che personalmente non perdonerò mai) per fare finti quasi semi accordi oggi in fase pre elettorale e veri accordi effimeri dopo, per durare un niente, quanto basta per dividersi, voltare un po’ di gabbane, fare nuovi governicchi e ogni altra sozzeria alle quali in troppi si sono abituati. Così Berlusconi finge di flirtare di stare con Salvini e fa l’occhiolino a Renzi che urla “giammai!” e intanto boicotta la Bonino che pur dice di volere aiutare. Salvini, fiutato l’inciucio, chiede garanzie a Berlusconi mentre sottobanco fa il cascamorto coi Cinque stelle che, dal canto loro, stanno ridandosi regole più ridicole di prima con motivazioni, espressamente dichiarate da Grillo, che se la sintassi non mi inganna dovrebbero significare “abbiamo fatto un vero casino finora, perdonateci”. Intanto a sinistra battaglioni e battaglioni di graduati senza truppe giurano odio eterno a Renzi sperando che li prenda a bordo per aiutarlo a fare un governo di sinistra vera da affondare prima possibile, e Alfano nel mentre… Ma basta!

La conclusione, gentili lettori, è piuttosto semplice. Se volete ancora il Sol dell’avvenire, sia pure in formato 2.0, votate un po’ chi vi pare a sinistra: la scelta non vi manca, beati voi popolo felice che avete chiara la verità, sete di giustizia, fame di uguaglianza e resistenza al dolore. Se siete di destra votate la pallida e pochissimo appetitosa Meloni o, molto ma molto meglio, il ruspista Salvini o Padron Grillo; avete una buona probabilità di stappare un buon vino nazionale, presumibilmente nordico, e godervi il tracotante sfascio di una classe dirigente demente, incolta, incivile, stupida, che durerà pochissimo, giusto il necessario per darci il colpo di grazia.

Ma se siete moderati; se volete delle riforme serie; se credete nella giustizia sociale entro regole condivise, nell’Europa; se pensate che non ci sia sviluppo senza cultura e scuola e ricerca, né libertà senza laicità, né futuro senza sacrifici, bene: se siete di questa pasta qui, chi diavolo dovreste votare? Il pregiudicato pifferaio di Arbore o il burbante perdente di Firenze? O pensate veramente di evitare l’impaccio votando un partitino semmai nobile ma destinato ad essere satellite dei precedenti?

Non ho una risposta, e abbiamo davanti meno di due mesi per pensarci.