"L’Italia del Meridione" diviene partito a vocazione nazionale. Il progetto politico ispirato e fondato dal Consigliere Regionale  per la Regione Calabria Orlandino Greco è dunque considerato maturo per una espansione anche fuori regione.

In un auditorum gremito Greco ha ripercorso le tappe della nascita del movimento, gli stimoli ricevuti e le difficoltà incontrate in un quadro politico ingessato nelle appartenenze e nelle logiche di potere. L’intuizione iniziale si è rilevata vincente: ripartire dai territori, dalle tradizioni culturali e portare a sintesi, nell’aggregato Mezzogiorno, storia e valori. Un nuovo soggetto politico dunque che fosse allo stesso tempo autenticamente autonomista, meridionale e decisamente italiano in una visione europeista.  Da qui il nome “Italia del Meridione”. Oggi IDM è presente in altre realtà regionali (Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata e Lazio) ed ha addirittura una vocazione internazionale, in un momento storico in cui il tema del Sud e del Meridione è più che mai attuale.

Un punto affrontato da Greco nel suo lungo discorso è stato relativo alla qualità e affidabilità delle classi dirigenti meridionali, che sono sicuramente responsabili al pari delle logiche colonialiste dei partiti a vocazione nazionale post unità, di  tutta l’arretratezza strutturale ed infrastrutturale del nostro Sud.

In definitiva dunque un progetto ad ampio respiro, che guarda con interesse al rilancio dei territori e delle micro comunità. La grande sfida per questo movimento sarà la capacità di essere indipendente e di saper attendere con sapienza e lungimiranza i giusti tempi di maturazione di una nuova idea politica.  L’errore compiuto da molti progetti di rilancio del Sud è stato proprio il partire indipendenti per poi vedere le proprie logiche assorbite da grandi interessi nazionali.

Da oltre 20 anni , dall’avvento nazionale del progetto Lega Nord, il baricentro economico, politico e sociale del Paese è enormemente squilibrato verso terre non meridionali. La nuova dimensione della Lega che esclude la parola Nord, stringendo l’occhio al Sud, e che di fatto non cambia gli obiettivi iniziali del partito che ribadisce politiche che non sono minimamente orientate allo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, deve essere monito per ogni  nuova realtà guardi con interesse al rilancio dei territori.  Se l’ Italia del Meridione, così come negli intenti e nelle parole del suo leader e fondatore riuscirà a contrapporsi politicamente allo strapotere delle logiche leghiste, superando la sterile diatriba tra Nord e Sud e contrapponendo a queste logiche vetuste la valorizzazione di tutto quanto di buono caratterizza i nostri territori, in quel caso il nuovo soggetto politico di Greco potrà essere addirittura un grande incubatore politico, in grado di aggregare movimenti civici e iniziative politiche che da un punto di vista organizzativo non sono state in grado di compiere il grande passo.

Una grande responsabilità dunque per L’Italia del Meridione, che ha l’obbligo di distinguersi, di cambiare il linguaggio della politica e di fare della polis il suo punto di forza.  Gli ingredienti ci sono tutti: esperienza politica, capacità, volontà, classe dirigente. La differenza sarà proprio  nella mentalità e nella capacità di porre finalmente la gente ed i territori al centro del progetto.  Un grande in bocca al lupo dunque a l’Italia del Meridione: la pluralità in politica è un valore. E’ sinonimo di libertà.