Alamo square
in foto: Alamo square

Come non rimanere affascinati da San Francisco? Da qui è iniziato il mio “ on the road” alla scoperta della mitica California.  Partenza New York, dopo un viaggio di circa sei ore (finalmente) atterriamo all’aeroporto di San Francisco. La mia prima sensazione, quella che poi mi ha accompagnato durante tutto il percorso è stata di stupore. Basta con i soliti pregiudizi sugli Stati Uniti, basta con le solite chiacchiere e le frasi fatte, ho amato la California fin dal primo momento in cui vi ho messo piede e sfido chiunque abbia mai avuto la possibilità di visitare questi magnifici posti a dire il contrario. Fotograficamente non posso che rimpiangere ogni singolo scatto che non ho fatto, ogni singola immagine che avrei voluto catturare; dalle grandi pianure al deserto, dalle foreste alle popolose città. Basta con i soliti “questa foto l’abbiamo già vista e rivista” Cartolina? Foto ricordo? Purtroppo la mia risposta è sì. Tutti sappiamo che, nonostante la necessaria preparazione pre partenza, tre giorni in una città sconosciuta non saranno mai sufficienti per portare a casa un buon reportage. Dopo essermi calata (mio malgrado) nei panni del "fotografo della domenica" ho fatto anch’io i miei scatti da turista. Ricordi impressi nella memoria ai quali le mie foto fugaci non potranno mai render giustizia. Un fastidioso gap che spero un giorno di poter colmare.

Torniamo a noi, alla nostra gay friendly city. Per fortuna, non sto scherzando, dopo aver preso alloggio in un piccolo albergo nel famoso quartiere  Nob Hill  abbiamo capito l'importanza di avere vicino la fermata dei cable car . Le strade sono un continuo sali scendi, la città (permettetemi la considerazione) è molto faticosa! Iniziando il “tour fotografico” come non recarsi a fare due scatti a Castro? Famoso negli anni 70 per le battaglie civili omosessuali portate avanti da Harvey Milk , in questo quartiere dall’aria un po’ retrò è come se il tempo si fosse fermato.

Le botteghe dei barbieri vecchio stile, il cinema dove si proiettano ancora le pellicole di Alfred Hitchcock, annunci sexy attaccati un po’ su tutti i pali e ragazzi squillo che senza troppi preamboli si avvicinano per chiederti se stai cercando uomini. Detto ciò, non vorrei entrare nel merito della discussione (giusto o sbagliato che sia) io sono un fotografo, la mia reflex è lo scudo che mi permette di vedere quello che mi circonda senza dover sentenziare. Questa è la mia opinione.

Castro street
in foto: Castro street

San Francisco non è solo Castro street, inevitabile la visita ai leoni marini del Pier 39, la famosa Lombard street e ovviamente, per gli amanti della fotografia di archeologia urbana non può mancare un’escursione al carcere di Alcatraz. Famosa prigione, soggetto cinematografico che nelle sue celle ha avuto ospiti “illustri” come delinquenti e assassini del calibro di Al Capone. Unico neo: ricordarsi di prenotare, le visite guidate sono sempre al completo! La città è un susseguirsi d’immagini e fotografie, le case colorate in stile vittoriano, il Golden Gate e la nebbia, la cara “nemica” nebbia. Sì perché per un fotografo la nebbia non sempre crea bella atmosfera, le luci si appiattiscono e tutto diventa grigio.. i colori di China Town hanno sicuramente un altro effetto sotto lo splendere sole. Comunque sia, nonostante il freddo e la nebbia onnipresente San Francisco (patria dei Lewis jeans e del  maggiolino tutto matto di Walt Disney) rimane tappa obbligatoria per chiunque voglia assaporare un po’ di european stile nei lontani Stati uniti.