in foto: Different minds (150 x 75 cm 4/2015)

Cosa penso dell'arte digitale? Durante la Biennale di Venezia nel mese di ottobre ho avuto modo di soffermarmici ammirando la fantastica opera "Suspension" di Sebastiàn Diaz Morales, una sorta di placenta esistenziale, quasi la preparazione a una rinascita. Già lì incantata dal susseguirsi sinuoso di quelle immagini mi sono avvicinata con piacere e spontaneamente al gusto dell'arte digitale, come in un innamoramento improvviso. Evidentemente era già nell'aria questa forte attrazione che si è riconfermata quando qualche giorno fa mi sono imbattuta nelle opere nel giovanissimo artista salentino Eugenio Palma (classe '88). Era un po' che sentivo parlare di lui ma nella frenesia del tempo e del lavoro non avevo mai trovato il tempo di soffermarmici, fin quando per caso sul web ho casualmente scorto una gallery delle sue opere. Sono rimasta sorpresa nel riscontrare talento e nel vedere un'evidente evoluzione nel percorso delle sue opere, dal 2014 ad oggi, oltre ad un'ammirazione incodizionata per i suoi lavori.

Mondi utopici che diventano tangibili.

Così quella che era solo una timida promessa di un'arte importante si è trasformata nel corso degli ultimi anni del percorso artistico di Eugenio in ‘arte viva', per dirla con un'espressione cara alla Biennale in corso. Eugenio e la sua base lavorativa di Honor Design sembrano avere tutte le carte in regola per ambire in un futuro non troppo lontano ad un'esposizione di quel calibro. In primo luogo ho potuto individuare una poetica coerente che lega tutte le opere dell'artista: visionarietà, carattere, orizzonti molto ampi, mondi utopici che appaiono tangibili, identificazione fra l'osservatore e queste opere, che in qualche maniera riescono a metterti in contatto con atmosfere tipiche del nostro tempo, in modo netto e soffuso al tempo stesso. Così come in un'arcana alchimia la realtà sembra attuare uno sconfinamento nel virtuale, quasi su una scia di dolcezza.

Presa di coscienza (100 x 150 cm 11/2015)in foto: Presa di coscienza (100 x 150 cm 11/2015)

Lo specchio nitido di una nuova era.

Le opere di Eugenio Palma appaiono come specchio nitido di una nuova era, un misto fra un'era già in atto e un'era in fase di attuazione: le figure emanano la loro individualità e tutta la promessa del potenziale umano che sembra non conoscere confini. Riflessione sul tempo attuale e sulla condizione esistenziale di noi stessi sono le primissime sensazioni evocate. Equilibrio impeccabile, un dosaggio perfetto di Yin e Yang, di femminile e maschile, di realtà e utopia, di natura e tecnologia, dove tutto sconfina dell'altro in un'armonia surreale, come nell'opera di anteprima "Different Minds", in cui oltre alla commistione affascinante di questi elementi, si sedimenta una memoria tradizionale, che allude quasi ai contesti metafisici di De Chirico. La maturità dell'arte di Eugenio Palma si intravede anche in queste memorie subliminali, oltre alla rivelazione di panorami del tutto inediti come nell"opera "Presa di coscienza". Mistero, ideale, dimensione multipla, atmosfera immersiva vengono alla luce nella poetica artistica di Eugenio Palma, la cui metafora più calzante è forse quella dell'opera "The great light" dove esotismo, contemplazione, natura, elementi di primordialità e intimità del sé contribuiscono all'elogio dell'introspezione e dell'equilibrio interiore. Un'arte nutritiva dell'anima per chi osserva.

The great light (80 x 120 cm 2/2016)in foto: The great light (80 x 120 cm 2/2016)