Ci siamo. Il momento fatidico del campionato italiano è arrivato. La Juventus, forte di un vantaggio di un punto sul Milan, prende le distanze grazie al pareggio pomeridiano dei rossoneri a San Siro contro il Bologna, infilando alla Roma un secco 4-0 grazie alle reti di Vidal (doppietta), Pirlo (su rigore) e Marchisio. Stekelenburg a valanga su Marchisio, causa il rigore, realizzato in due tempi da Pirlo, e si fa espellere lasciando in dieci i propri compagni di squadra dopo soli 25 minuti.

Primo tempo da incorniciare per i padroni di casa. La Juventus parte subito forte e grazie ad un'azione corale, in cui Vucinic attira su di se le attenzione di tutta la difesa giallorossa, Vidal, servito comodamente da De Ceglie, può insaccare alle spalle di Stekelenburg dopo soli 4′ minuti di gioco. Ma siamo all'8′ quando la Juventus lancia il secondo squillo di tromba. Ancora azione di Vucinic che questa volta serve personalmente Vidal il quale, d'esterno, batte un incolpevole Stekelenburg. La difesa della Roma balla, e i due gol sono più che meritati. L'episodio che però chiude definitivamente il match avviene al 26′: Marchisio, lanciato da Pirlo, dribla Stekelenburg che lo tocca ad una coscia. Lo juventino cade a terra e per l'arbitro non c'è dubbio: calcio di rigore ed espulsione dell'estremo difensore della Roma. Luis Enrique vede i sorci verdi ed è costretto a far uscire un rientrante Borini per inserire Curci. Togliere una punta per un portiere, sul 2-0 e con un rigore contro, è forse la soluzione migliore quando di fronte si ha una squadra come la Juventus, capace in 25′ minuti di metterti sotto in questo modo.

E così, dal dischetto va Pirlo: l'ex Milan incredibilmente fallisce. O meglio: Curci para il rigore a Pirlo, rispedendo la palla sui piedi del centrocampista bianconero. Il quale, comodamente, la appoggia in rete per il 3-0. Lo Juventus Stadium esplode, poiché i padroni di casa mettono una seria ipoteca sullo scudetto, volando a +3 sul Milan. Il primo tempo si chiude senza altri intoppi: la Juventus amministra, la Roma palleggia. E in questo clima di gioia e festa, un uomo, forse innervosito per aver provato a segnare senza successo, commette un fallo stupido, da dietro, che potrebbe costargli caro. L'arbitro lo vede, ma non decide di pareggiare la situazione numerica: e Quagliarella si becca soltanto il giallo. Poca roba, considerato il tipo di fallo e l'azione in corso. Stupido, se si considera il vantaggio di 3-0. Quindici minuti negli spogliatoi, per Luis Enrique e Antonio Conte, per dire ai propri ragazzi qualcosa di forte. Il primo, per cercare di scuotere una Roma rimasta a casa, mai partita per Torino. Il secondo, per congratularsi con i suoi, e per non fargli abbassare la guardia. Nel calcio, qualunque risultato non è mai un risultato che può far star tranquilli.

Quindici minuti che, tuttavia, non bastano a Luis Enrique per scuotere i propri giocatori. La Juventus questa sera è in gran forma e realizza addirittura il 4-0 grazie ad un super-Marchisio. Adesso la Juventus non può più nascondersi: il tricolore è ad un passo, e perderlo adesso sarebbe un suicidio. Roma da rifondare: il progetto Luis Enrique stasera ha perso per strada tutti i pezzi buoni che aveva racimolato durante la stagione.