Torino, nel meraviglioso Palazzo Cavour, ospita la mostra dedicata ad uno dei più grandi condottieri mai esistiti (28 ottobre – 28 gennaio). J'Arrive, i cinque volti del trionfo è un'esposizione dedicata a Napoleone Bonaparte che ripercorre le cinque tappe fondamentali della sua vita: Soldato, Generale, Console, Imperatore, Esiliato. Proprio questa mattina ho speso volentieri i soldi del biglietto e ho passato il giorno dell'Immacolata Concezione tra ricostruzioni di battaglie, cimeli rari e narrazioni coinvolgenti.

Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro,stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale; nè sa quando una simile orma di piè mortale la sua cruenta polvere a calpestar verrà […] – Alessandro Manzoni, Il cinque maggio (1821)

Grande stratega, Napoleone ha combattuto più di 40 battaglie: l'esposizione mostra quelle che più hanno segnato la storia del condottiero francese di origini italiane. Tra le ricostruzione video-narrate vi è anche la battaglia di Austerlitz del 1805, vero capolavoro di Bonaparte: gli austro-russi furono battuti dall'esercito francese che, nonostante fosse numericamente inferiore, ha fatto registrare pochissime perdite rispetto alla decimazione inflitta agli avversari. Non manca la battaglia di Waterloo, crocevia che porta alla fine della carriera militare di Napoleone: gli uomini del comandate Wellington (britannici, olandesi, tedeschi e prussiani) aprirono di fatto le porte all'esilio di Sant'Elena. Napoleone morì dopo 6 anni, non senza aver subito angherie dai carcerieri inglesi, a seguito di un cancro allo stomaco.

Ma l'eredità più importante lasciata da Napoleone, anche in Italia, fonda le proprie basi nella Rivoluzione francese e i suoi principi. Da console Napoleone lavorò al un Codice Civile (1804) che venne poi adottato da tutte le repubbliche democratiche d'Europa e oltre oceano, anche dall'Italia. Il testo completo del codice lo si può leggere su schermo, dotato di mouse per gestire la lettura e sfogliarlo fino all'ultima riga. Difficile concentrarsi su un testo, a mio parere, durante un'esposizione che fa dell'impatto visivo il suo punto di forza. Armi, uniformi, documenti, effetti personali, ornamenti, il famoso cappello bicorno e anche una ciocca di capelli che il ciambellano ha strappato al suo padrone sul letto di morte. La mostra si conclude con una fedele riproduzione della tomba di Napoleone in realtà custodita nella Chiesa di Saint Louis des Invalides a Parigi, in una cripta a cielo aperto sotto una cupola dorata.

La mostra, promossa dalla Fondation Napoléon di Parigi e dal suo fondatore Charles Bonaparte (discendente diretto del più famoso antenato) è stata seguita e curata dallo storico francese Pierre Branda e dallo storico italiano Gianni Oliva, ex assessore regionale alla Cultura. Un grande successo per un'esposizione straordinaria che ha raccolto più di 700mila visitatori tra San Paolo, Astana e Melbourne e che promette di toccare numeri record anche a Torino.