La settimana delle invasioni è terminata. Non sto parlando di un "fenomeno distruttivo di massa" ma di un evento che dal 20 al 28 aprile scorso ha portato una ventata di progresso in molti siti culturali italiani.

Probabilmente qualcuno di voi avrà già sentito parlare delle invasioni digitali, il grande “blog tour” ideato da Fabrizio Todisco in collaborazione con il gruppo di travel e photo blogger (di cui faccio parte) #iofaccio rete, Istagram Italia, Officina Turistica e associazione piccoli musei.  Obiettivo: promuovere il nostro patrimonio artistico tramite i social network (Instagram, Twitter, Facebook, Pinterst, Foursquare, Youtube).

Il manifesto delle invasioni parla chiaro:

“Crediamo in nuove forme di conversazione e divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie, conservatrici, ma aperte, libere, accoglienti ed innovative.”

“Crediamo in un nuovo rapporto fra il museo e il visitatore basato sulla partecipazione di quest’ultimo alla produzione, creazione e valorizzazione della cultura.”

“Crediamo che internet e i social media siano una grande opportunità per la comunicazione culturale, un modo per coinvolgere nuovi soggetti, abbattere ogni tipo di barriere, e favorire ulteriormente la creazione, la condivisione, la diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico.”

Crediamo che Internet sia in grado di innescare nuovi modi di gestione, conservazione, tutela, comunicazione e valorizzazione delle nostre risorse.”

(fonte invasioni digitali)

Con questo mio post vorrei dare un po’ di numeri, no.. non sono diventata matta! In una sola settimana, in 225 invasioni effettuate questi sono i primi dati che Fabrizio Todisco e Marianna Marcucci hanno diffuso:

Numero totale invasori: 9434 

Twitter: 1 milione e mezzo di persone raggiunte, 22.900 tweet, 3200 persone attive (dati Mafe de Baggis)

Instagram: 7345 foto scattate, 795 instagramers coinvolti, 43230 followers coinvolti, 65725like, 4299 commenti (dati Followgram)

Pinterest: 313 boards create, 5595 pins, 638 folowers, 2030 like  (dati Invasioni Digitali on Pinterest)

Invasioni per regione:

Campania: 34,  Toscana: 33,  Sicilia: 25, Puglia: 20 , Lazio: 19, Veneto: 14, Sardegna: 13, Piemonte: 10, Emilia Romagna/ Liguria : 8, Umbria/ Lombardia/ Trentino/ Friuli Venezia Giulia : 6, Calabria: 5, Marche: 4, Abruzzo/ Valle d'Aosta:3, Basilicata: 2 

A questo punto la domanda sorge spontanea: quanto sarebbe sciocco non mettere al nostro servizio questo mare di opportunità e d’innovazioni chiamato rete? Ebbene, con le invasioni digitali, noi invasori abbiamo ampiamente dimostrato che tutto ciò è possibile.  Come blogger e fotografo dell’era digitale credo fermamente nei nuovi mezzi d’informazione, credo nella potenza dei social network e nelle nuove forme di comunicazione visiva come instagram, io sono un instagramer e su questo punto so che molti non saranno d’accordo con me!

Adesso però vorrei raccontare la mia esperienza come invasore.

Penso che in molti sappiano cosa siano e soprattutto cosa rappresentino, con i loro quasi 300 anni di storia, le porcellane della Richard Ginori. Una realtà della città in cui abito, una fabbrica che per generazioni ha dato lavoro a molti dei miei concittadini. Un amore indissolubile lega Sesto Fiorentino alla gloriosa manifattura che nel corso degli anni ha creato serviti di porcellane per nomi illustri come il Presidente Carlo Azelio Ciampi e che ha collaborato con artisti del calibro di FolonIo e altri tre blogger (Valentina di Toomuchtuscany, Sara di Viaggi AnimaMente e Alessandro di Girovagate) con la presenza “digitale” del Sindaco invasore di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi, l’aiuto della direttrice del Museo Dott.ssa Rucellai e degli operai intervenuti (all’indomani dell’acquisizione da parte di Gucci) abbiamo “invaso” pacificamente il museo. Instagrammando, twittando, creando boards su pinterest simo riusciti a coinvolgere  stampa e semplici cittadini, persino il sindaco si è adeguato al suo nuovo ruolo di portatore digitale di cultura.  Con questa  iniziativa, oltre a rilanciare il museo, abbiamo cercato di creare simbolicamente un ponte tra passato e futuro sperando così di inaugurare una nuova era e auspicando una pronta rinascita al marchio Ginori, simbolo del nostro paese, che in tempi recenti non ha vissuto bei momenti.

L’invasione digitale, grazie all’intervento del Dott.re Garbarino , ha riportato inoltre alla ribalta un legame interessante tra la manifattura di Doccia e il personaggio di legno più famoso al mondo, il bugiardo Pinocchio. Non me ne vogliano gli amici della frazione di Collodi! Carlo Lorenzini detto appunto il Collodi scrisse il suo capolavoro durante gli anni in cui viveva con il fratello a Sesto Fiorentino. Quest’ultimo fu presidente (o meglio ministro) della fabbrica Ginori per quaranta anni e proprio ad alcuni momenti di vita paesana sestese vissuti da Lorenzini s’ispirano le avventure di Pinocchio.

Come ha ricordato l’esperto Dott.re Garbarino, lo scrittore osservava e poi riportava su carta  tutto ciò che vedeva. I lavoratori della fabbrica sporchi di fuliggine diventarono i barbagianni e sempre grazie ad una storia paesana nacque nella testa di Lorenzini il campo dei miracoli. Il giardiniere di Carlo Ginori fu incaricato di piantare alloro nel grande giardino della villa sottostante al sito dove si ergeva la vecchia fabbrica, durante lo scavo ritrovò uno scrigno pieno di monete. La leggenda non racconta di che materiale fosse questo piccolo tesoro, oro, argento chissà.. ma fu così che il popolino, deridendo il giardiniere Zoppi per aver riportato il tesoro al padrone, creò il mito (poi ripreso dallo scrittore) del campo dei miracoli. In un locale non lontano dalla fabbrica (il mangia e bevi) Carlo Lorenzini trovò l’ispirazione per creare la famosa osteria del Gambero Rosso. Si narra che perfino il giorno in cui il Collodi fu sepolto una nutrita rappresentanza di lavoratori assistettero, sotto una pioggia battente, ai suoi funerali. Aneddoti, storie che legano il pestifero burattino alla storica Richard Ginori, un bene da proteggere e da divulgare.

Questo è il racconto di una delle oltre 200 invasioni che nel corso di una settimana hanno impegnato noi invasori, siamo tanti, siamo presenti e intraprendenti. Siamo riusciti a trasmettere il nostro entusiasmo alla stampa, a chi in questo periodo ci ha seguito, adesso più che mai dobbiamo portare avanti questo progetto, nato da una brillante idea di Fabrizio Todisco e che grazie all'impegno di tutti noi è diventato una solida realtà.