Al di là di questo tuo nuovo romanzo Elisir (ed. Rupe Mutevole), in origine come ti è nata l'idea di scrivere?

In origine, imparai a leggere e a scrivere. Poi, continuai a farlo. E questo spiega tutto. Scherzi a parte, non saprei dire perché a sette anni scrissi il mio primo libercolo (ovviamente a mano, eravamo nel 1900) e non smisi più di farlo. È probabile che ideare storielle, canzoncine, filastrocche e giochi fosse lo sfogo creativo della mia fantasia, che, in qualche modo, avevo bisogno di imbrigliare, per non diventare matta. Ho interrotto la scrittura solo per brevi periodi, da allora, ma a ondate successive ci sono tornata. È necessario; o almeno per la mia testa, lo è.

La storia nasce a Palermo, la tua città natale, un luogo storico di incontro tra varie civiltà: che rapporto ha la storia con Palermo?
Direi tutto: nascita, vita e morte. La genesi della storia è avvenuta al mitico teatro Massimo, uno dei teatri lirici più importanti d'Europa, ascoltando un concerto. La trama è intrisa, inoltre, di ambientazione e cultura palermitana: dalla pasta con le sarde al proverbiale traffico urbano; dal dialetto alla brioscia  con gelato; dalla gelosia passionale all'orgoglio misterioso; dall'accoglienza alla diffidenza; dal fatalismo e dallo scoramento al desiderio improvviso di riscatto. Arabi, normanni, inglesi, francesi, spagnoli: tutti hanno lasciato un'eredità.

Il tuo libro è davvero una lettura piacevole da portare in vacanza, dicci quale è la prima ragione per cui leggerlo? E se vuoi anche la seconda…
È una storia d'amore che fa sognare. E riflettere. E rilassare.

Da Elisir: "Ho riflettuto prima di metterti al corrente di queste confidenze. Perché per anni percorriamo spediti chilometri di vita, ma è nell'inciampo che si rivela la nostra essenza, è nell'istante che cogliamo l'infinito. E quindi, caro Diario, accogli la mia storia, con tutte le follie che l'hanno costellata. Nel cammino deviamo, ci feriamo, ci rialziamo, e poi caschiamo ancora. Ma in questo continuo cadere comprendiamo il senso invisibile del nostro esistere. Adesso, la vera Elisa ha bisogno di venire allo scoperto."