Comitati contro inceneritore a Giugliano

Due indizi fanno una prova. Un nuovo inceneritore nella provincia di Napoli, a Giugliano. Lo annuncia l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano che parla di un bando già pronto. Lo aveva già annunciato un anno fa in diretta radiofonica al sottoscritto durante una trasmissione: “Il piano discariche e inceneritori è l’unica soluzione per lo smaltimento dei rifiuti”. Poi è arrivata la campagna d’inverno di uno degli attori in campo, il gruppo Caltagirone. Due mesi fa è stato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando a paventare questa ipotesi, poi smentita. In mezzo c’è un anno di mobilitazione contro il Biocidio e la nascita di una Coalizione di comitati che hanno annunciato una campagna d’autunno sui temi della salute. Eppure l’unica risposta è sempre la stessa: altro che bonifiche, secondo inceneritore.

L’impianto sarà costruito a Giugliano, terra devastata da milioni di ecoballe accatastate e dai terreni compromessi: nel 2065 sarà a rischio l’acqua potabile. È uno smacco, un classico blitz agostano quando si vuol far passare una porcata. A chi conviene? Ovviamente alle lobbies incenitoriste. Eppure bisogna chiedersi: davvero ignorano il grido delle popolazioni che chiedono Stop Biocidio in Campania? Delle due, l’una: o la classe dirigente campana è completamente cieca oppure qualcuno vuole trasformare la regione in una nuova Valsusa. Non è possibile che il governo regionale di Stefano Caldoro ignori le tensioni degli ultimi mesi sui temi del Biocidio. Non è servito a nulla il biennio 2007-2009? Quei comitati, oggi, sono ancora presenti. A Chiaiano è tornata la tensione dopo la notizia della mancata tombatura della cava del poligono. Nella Terra dei fuochi i roghi continuano senza sosta e sono costanti le denunce dei cittadini. La mobilitazione è già pronta, basta seguire le reazioni sul web di chi ha già alzato le barricate contro l’apertura delle discariche e del primo inutile inceneritore di Acerra.

Allora ecco alcune domande a chi governa Napoli, la regione e il Paese. Caro sindaco de Magistris, lei cosa farà? A Napoli no, ma a Giugliano si potrà fare? Caro presidente Caldoro, davvero le conviene ritrovarsi in una polveriera? Proprio lei che ha paventato l’ipotesi di rivolte in Campania? Caro ministro Andrea Orlando, dopo dichiarazioni e smentite cosa dice? Il suo governo vuole l’inceneritore? I cittadini, probabilmente, conoscono già le risposte a queste domande. Una cosa è certa: pensare e progettare l’inceneritore a Giugliano è un’infamia per chi vive questa terra. La resistenza sarà un dovere di ogni cittadino.