Quando si parla di meridionalismo i più immaginano correnti di pensiero dirette alla rivendicazione di una storia, ricca di significato, che viene mortificata da uno Stato che sembra ignorare i fasti del Sud sin dal 1861.  La nostra storia va difesa, va onorata, va riscritta. Su questo non vi è alcun dubbio. Troppo spesso però l'eccessivo ricorso al passato, non finalizzato alla contemplazione del presente ed alla scrittura del futuro diviene un limite.  Il risultato è quella fastidiosa etichetta di meridionalismo come rivendicazione salottiera e borghese.  In realtà il meridionalismo ha il suo punto di unione rispetto a diverse declinazioni in due punti essenziali: la piena comprensione e conoscenza della nostra Storia (con la S maiuscola) e l'amore per la terra.  E proprio partendo da questi due pilastri il prof. Giuseppe Ferraro, filosofo amato dai suoi allievi come un vero e proprio mentore presso l'Università Federico II di Napoli ed un giovane sindaco di una ridente cittadina calabrese (Castrolibero) all'anagrafe Orlandino Greco, trovano un punto di unione per rilanciare il ruolo del Sud nell'economia, nella storia, nella geopolitica attuale.  Nasce così  "L'Italia del Meridione" termine che fece rabbrividire più di un cultore della cultura meridionale ma che aveva un fine preciso: partire dal Meridione per arrivare al Meridione.  Ferraro e Greco insieme affrontano diversi aspetti di questo grande progetto anche con strumenti editoriali: diverse le pubblicazioni realizzate attorno al quale diversi studiosi, amministratori pubblici, cittadini, giovani pieni di speranze per il futuro  trovano una vera e propra identità.

Giuseppe Ferraro in più di una occasione precisa " bisogna operare una vera e propria detassazione dai pregiudizi! Il Paese ha fine perduto la sua narrazione. L'Italia va perdendo la sua letteratura. Ed è su questo piano che sempre si è data l'esaltazione delle sue diversità e della molteplicità d'intelligenza che solo l'unione può raccogliere. Chi vive al Sud è indifendibile, deve trovare testimoni, deve esibire prove. E sono tante quelle che vengono in soccorso e non per reclamare un adeguamento dalla misura al metro ma per cambiare la stessa misurazione " .   Il progetto che oggi è una grande realtà al Sud e che acquisisce dimensioni sempre più rilevanti ha avuto un momento di incontro il 23 luglio 2018 con un vero e proprio talk show a Castrolibero, seguitissimo da tantissimi giovani che hanno ritrovato nella determinazione di Orlandino Greco e nelle sagge parole del prof. Ferraro vero e proprio humus per costruire valore.  Una comunità aperta e non chiusa, mai elitaria ma condivisa. Il Sud come grande palcoscenico che senza contrapposizione alcuna dedice di essere protagonista del proprio presente e futuro. Un Sud che si interroga, che prende atto degli errori passati, che non accetta il triste abbinamento subdolo e demolitore con povertà e malavita.  Una grande Terra che è espressione di cultura, storia, intelligenza, creatività, passione, sapere.  Il più grande incubatore di energie positive del Mediterraneo e che in quanto tale si candida ad interlocutore qualificato anche rispetto a diverse culture e correnti di idee.  Un Sud che non cerca un nemico ma che trova in se la forza per emergere.

Una grande comunità non è mai chiusa ed intrasingente e non ha mai bisogno di trovare un nemico per scoprire la propria identità.  Solo viaggiando si può anticipare il futuro. Il Sud vada in scena e sia protagonista