Alessia Giovannini ph Alessandro Dobici
in foto: Alessia Giovannini ph Alessandro Dobici

La dott.ssa Alessia Giovannini, fondatrice dell’associazione CAVALLI MAESTRI, conduce da anni percorsi di crescita personale e spirituale mediati dai cavalli in libertà ma non si tratta di pet-teraphy. È la prima autrice in Italia a scrivere un libro sul potere di guarigione dei cavalli, potere ampiamente riconosciuto nel resto del mondo e da cui hanno preso avvio diverse discipline terapeutiche e di crescita personale dove i cavalli non vengono montati, ma utilizzati come co-facilitatori di consapevolezza. Il potere segreto dei cavalli è in uscita a metà dicembre. Un libro interessante per conoscere l’importanza del cavallo, un animale troppo spesso bistrattato. Con questo scritto la Giovannini non solo mostra la potenzialità terapeutica dell’animale, ma ridona la dignità calpestata ad uno degli esseri viventi che da sempre accompagna l’essere umano durante l’esistenza. Il libro ha la prefazione della giornalista e scrittrice Patrizia Carrano.
Le parole della dott.ssa Giovannini ci faranno comprendere appieno il suo operato

Cavalli in libertà anche quelli non più abili alla corse diventano co-facilitatori, ci spiega come funziona la sua associazioni CAVALLI MAESTRI?
L’Associazione “Cavalli Maestri” nasce con lo scopo di divulgare in Italia modalità di interazione con i cavalli che, diffuse in molte parti del mondo, stanno letteralmente rivoluzionando il paradigma culturale del mondo equestre che prevede l’utilizzo del cavallo unicamente come mezzo di locomozione. In queste differenti modalità di interazione, i cavalli vengono invece utilizzati da terra e diventano “maestri” e co-facilitatori di consapevolezza per noi umani facendo semplicemente… i cavalli! La nostra Associazione offre la possibilità di sperimentare questi percorsi di consapevolezza “guidati” dai cavalli attraverso seminari o incontri tematici a cadenza settimanale e mensile, oltre che sessioni individuali. I nostri cavalli vivono in branco e immersi nel verde, non vengono montati e sono unicamente “addestrati” alla presenza umana: cioè sono abituati ad esseri umani che gli camminano intorno, si siedono accanto a loro, li accarezzano e che, in qualche modo, diventano parte del loro branco in una modalità assolutamente amorevole e rispettosa.
I cavalli nel suo libro ci indicano la capacità di incontrare il nostro sé, come è possibile?


I cavalli che vivono in branco immersi nella bellezza della natura e che sono soprattutto sereni nel loro rapporto con l’uomo, ci offrono la possibilità di sperimentare un “luogo” di pace interiore che molti di noi hanno perduto. In compagnia di cavalli sereni, i nostri pensieri rallentano, il corpo si rilassa e, soprattutto, ritorniamo ad ascoltarci come dovremmo. Cominciamo – forse per la prima volta – ad ascoltare la nostra voce interiore, quella più profonda, fatta di emozioni sommerse, di desideri autentici, di intuizioni illuminanti. In questo ascolto, le nostre maschere cadono e i cavalli, quando contattiamo la nostra autenticità, ci danno dei segnali molto precisi perché sono esseri dalla percezione raffinatissima e ci sentono. Quando lasciamo andare il nostro falso Sé e contattiamo chi siamo e che cosa vogliamo veramente, i cavalli si avvicinano, si rilassano, sbadigliano, ci accarezzano con il muso, esattamente come tendono invece ad allontanarsi da noi quando stiamo in uno stato di incongruenza e di non-autenticità, cosa che li distingue per esempio dai cani o dai gatti. La nostra incongruenza non gli piace e se lasciati totalmente liberi di muoversi, si allontanano: questo è un segnale che “ce la stiamo raccontando” e che, in quel momento, non siamo in contatto con noi stessi o che stiamo tentando disperatamente di mostrare ciò che non siamo. Ma quando – attraverso gli esercizi proposti dal facilitatore umano – entriamo in contatto con il nostro vero sé, i cavalli arrivano subito e ci accompagnano con la loro vicinanza fisica in questa presa di coscienza di noi stessi e con i loro segnali corporei ci dicono: “Sì, è così, ora hai capito, ora ti sento davvero e ti sono vicino”.
Insomma i cavalli non ci giudicano, non ci chiedono nulla…
I cavalli non ci chiedono di cambiare, di diventare allegri se siamo tristi o di calmarci se siamo arrabbiati: ci chiedono di esserne consapevoli e l’avvicinamento da parte loro avviene quando prendiamo consapevolezza di ciò che siamo in quel preciso istante anche se ciò che siamo non ci piace… E’ come se ci dicessero: “Vai bene così, vai bene con tutto quello che sei anche se sei triste arrabbiato deluso…”. Si tratta di momenti di “rivelazione” bellissimi e spesso le persone piangono di commozione quando il cavallo si avvicina e sentono che quell’essere così grande e potente li sta sentendo e li sta accompagnando delicatamente ad incontrarsi dovunque essi siano e qualunque emozione abbiano. In questi momenti, si sperimenta quello che lo psichiatra Daniel Siegel chiama “il sentirsi sentiti” e che secondo lui ci riconduce a un luogo di fiducia primaria, quello che ci apre alla vita e cura le nostre ferite perché ci sentiamo sentiti ed amati da un altro da noi e non siamo più soli. Le persone dopo un’esperienza così, si sentono più leggere, più in pace e più pronte ad affrontare la propria vita con fiducia.
L’amore quanto conta in questo percorso?

ph. Alessandro Dobici
in foto: ph. Alessandro Dobici

Conta moltissimo. I percorsi di consapevolezza mediati dai cavalli in libertà sono fatti quasi unicamente di amore, se per amore intendiamo l’atto di accogliere noi stessi e l’altro con compassione ed empatia. I cavalli sono dei maestri d’amore se sappiamo ascoltarli e guardarli invece di chiedergli sempre di fare qualcosa per noi: la loro capacità di accoglierci, di perdonarci, di stare con noi “con tutto quello che c’è” e malgrado noi, la gioia che ci trasmettono quando sono sereni e felici, è infinita. In compagnia di un cavallo, si sperimenta quella che Massimo Recalcati definisce la gioia più profonda dell’amore: la sensazione che io esisto e che la mia esistenza ha senso perché c’è un Altro che mi guarda che mi sente e che mi vuole e grazie al quale io non sono più solo. “E’ la potenza del Due al di là dell’Uno”, dice Recalcati. Io non ho dubbi che il potere segreto dei cavalli sia il potere dell’amore ed è per questo che da millenni, chi li incontra e ha la fortuna di conoscerli, non può fare a meno di innamorarsene perdutamente senza riuscire a lasciarli più…

Il potere segreto dei cavalli ed. Youcanprint

Maria Giovanna Farina

Riproduzione riservata