Partiamo da D'Alema, che in un video rubato (anche se, secondo me, sapeva di essere ripreso), parlando con Grasso della formazione del governo dice: «Se torniamo a elezioni per il veto a Savona quelli pigliano l'80%». Quelli sarebbero Lega e 5 Stelle, che ormai si possono raggruppare come "antieuropesti", definizione che per l'elettorato italiano è già di per se una medaglia al valore. Come abbiamo poi visto, effettivamente Mattarella ha posto il veto su Savona, come ampiamente previsto dai suoi poteri naturalmente. Non è questa la discussione da portare avanti, ma quella riguardante la strategia che si poteva mettere in campo per evitare quello che D'Alema paventa e che adesso potrebbe diventare realtà. Forse sarebbe stato meglio attuare il metodo del Megadirettore dei film di Fantozzi, cioè lasciare campo libero al povero ragioniere, salvo poi vederlo ritornare in ginocchio al suo posto. Mattarella avrebbe potuto dare il via libera al governo giallo verde, che avrebbe tentato di portare avanti il contratto irrealizzabile concordato e, davanti alla realtà dei conti, avrebbe visto ritornare Salvini e Di Maio in ginocchio a chiedergli di risolvere lui la questione. Adesso invece ci dovremo subire minacce di impeachment e urla di sovranità limitata e magari alle prossime elezioni questi pigliano l'80%. Come al solito, come direbbe Flaiano: La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.