Oggi Salvini difende Calderoli scagliandosi contro Napolitano che aveva mostrato indignazione. L’elenco delle scandalose parole razziste di esponenti leghisti è lunghissima. E basta sintonizzarsi su “Radio Padania” per capire come pietà, solidarietà, comprensione e compassione siano concetti che non hanno patria qui, in questa Patria farlocca che chiamano “Padania”.

Voglio segnalare solo due cose: la viltà di certi leghisti e il fondamento essenzialmente eversivo della loro azione.

La viltà leghista è quella tipica del branco di bulli. Assieme sono gradassi, insultano il debole, l’omosessuale, l’immigrato e via via si superano l’un l’altro con l’annullamento di chiunque non rientri nel loro ristretto orizzonte culturale. Ma come tutti i bulli sono dei vili e non vogliono mai assumersi le responsabilità (eventualmente anche penali) di ciò che dicono. Se guardate agli insulti contro la Ministra Kyenge, da Borghezio in poi, l’insulto è sempre frettolosamente stato seguito da scuse (“Mi scuso…”, “Non volevo…”, “Era una battuta…”); se non ricordate più la catena di insulti-scuse potete leggere QUI.

La strategia leghista è eversiva. Poiché sono convinto dell’intenzionalità di questi gesti è necessario chiedersi “Perché?”. A che scopo? Cosa ci guadagnano? Se, come me, non cadete nell’illusione della voce dal sen fuggita, bensì pensate a una volontà, una strategia (rozza, inaccettabile…), occorre chiedersi quale ne sia lo scopo, per opporre un’indispensabile resistenza democratica. La strategia è questa: poiché le parole costruiscono la realtà, hanno conseguenze pratiche (ne ho parlato QUI), soffiare sul fuoco dell’intolleranza, dell’odio, della discriminazione serve per perpetuare uno stato emergenziale in Italia, alimentare il torbido, spaventare la gente, indurla a tenere la testa bassa e affidarsi a chi, con parole roboanti, pretende di difenderla: contro i froci che distruggono la famiglia; contro gli immigrati che rubano; contro i negri che hanno osato diventare ministri! E se per alimentare questo vomito si devono calpestare le Istituzioni, svillaneggiare il Presidente della Repubblica, minacciare l’insurrezione armata… Chi se ne frega? Al massimo, se le cose si mettessero male, si chiederà scusa, si dirà che si è scherzato…

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