Indifferente alle proteste internazionali e alle pressioni degli attivisti, la flotta baleniera giapponese sarà presente anche quest’anno nel Santuario Antartico dei Cetacei per cacciare le balene, nonostante questa flotta, con 200 milioni di dollari circa di debiti,  continui ad essere un onere economico per il popolo di questo Paese.

Il 5 Novembre 2011, giorno in cui il Giappone aprirà ufficialmente la stagione di caccia, è stato scelto come “il Giorno Mondiale Contro la Caccia alle Balene” (Worlwide Anti-Whaling Day).
Ci saranno manifestazioni pacifiche in tutto il Mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica e per protestare contro questo massacro crudele ed illegale di specie protette e a rischio estinzione.

Queste sono le pagine facebook degli eventi organizzati per questa giornata:

https://www.facebook.com/event.php?eid=170417306378893 (ROMA)

https://www.facebook.com/event.php?eid=258710244170775 (MILANO)

https://www.facebook.com/event.php?eid=256569284386784&ref=ts (WORLDWIDE)

Sin dal 1986, anno di entrata in vigore del divieto di caccia alle balene approvato dall'IWC (International Whaling Commission, l'organizzazione internazionale che regola la caccia alle balene), Giappone, Norvegia e Islanda praticano ancora questa attività ed hanno ucciso da allora circa 30.000 esemplari.

Nel 1994 l’IWC ha approvato (con l’opposizione del Giappone) l'istituzione del Santuario Antartico dei Cetacei. È un'area intorno all'Antartide dove è proibita ogni tipo di caccia commerciale alle balene, istituita per assicurare il recupero delle loro popolazioni perché gran parte di esse si alimentano in queste acque.

Nonostante questo, il Giappone continua a cacciare nel Santuario Antartico dei Cetacei ed è il paese che uccide il maggior numero di esemplari, cacciati soprattutto per la loro carne, perché è considerata un cibo di lusso.

Il Giappone ha denominato la sua attività (sponsorizzata e finanziata dal governo) "ricerca scientifica”. Questo per approfittare di una grossa scappatoia: la IWC consente la caccia alle balene, in qualsiasi numero di esemplari, a scopo di “ricerca scientifica” e permette che la carne sia utilizzata in commercio. Inoltre il Giappone importa illegalmente molte tonnellate di carne di balena dalla Norvegia. Non finisce qui, perché il “Times” ha filmato impiegati statali e ministri legati alla pesca di 6 piccole nazioni che ammettevano di aver accettato dal governo giapponese denaro e prostitute. In cambio hanno votato contro il divieto alla caccia alle Balene dell’ International Whaling Commision (IWC).

Come avviene la caccia? Le balene, avvistate mediante elicotteri, vengono segnalate alle baleniere; queste individuano la preda, la spaventano mediante ultrasuoni per indurla a un'estenuante corsa e, infine, la abbattono con arpioni a punta esplosiva o a scarica elettrica. La preda, poi, viene raccolta dalle navi-fattoria (grandi navi che svolgono i compiti delle basi a terra, rendendo indipendente e incontrollato l'operato dei balenieri) dove avviene lo squartamento.

http://www.youtube.com/watch?v=4qTwvyECllk&feature=related

Le balene hanno un ciclo riproduttivo molto lento, quindi, le specie ”in pericolo” si estingueranno se il commercio illegale e la caccia indiscriminata non verranno definitivamente fermati.

Il Capitano Paul Watson (presidente e fondatore della Sea Shepherd Conservation Society) ha dichiarato: “Questo è un insulto a tutte le nazioni contrarie alla caccia alle balene che hanno contribuito in maniera tanto generosa ad aiutare le vittime dello tsunami e del terremoto”.

Sea Shepherd interverrà con una flotta in difesa delle balene. Questa campagna, che prende il nome di Operazione Divine Wind, segnerà l’ottavo anno in cui Sea Shepherd si presenta con le proprie navi in Antartico per ostacolare la flotta baleniera giapponese. Lo scorso anno Sea Shepherd ha salvato oltre 800 balene.

http://www.youtube.com/watch?v=hZ9ax3bZkhI&feature=related