La conoscono tutti, ormai, la storia di Hannah Smith, la quattordicenne che in seguito a diversi insulti ricevuti su un sito per domande (il noto ask.fm) si suicidò.
Ma furono davvero dei stupidi ragazzini a scrivere delle cattiverie?

Subito dopo questa notizia, che ha fatto il giro del mondo in brevissimo tempo, i proprietari del sito hanno  subito disponibilità a rintracciare e consegnare alle autorità i dati dei colpevoli.

È notizia di queste ore che, in seguito alla verifica dei dati e gli indirizzi IP (la nostra carta d'identità virtuale ndr.) che sarebbe stata la ragazzina stessa a scrivere gli insulti e tutto il resto. E, nei casi in cui non scriveva col proprio profilo, creava account falsi.

Infatti, da una fonte, si evince che "With the Hannah case, the company have looked at every identity — the IP addresses are trackable. She posted the anonymous things herself. The police has all that data" – "Con il caso di Hannah, la società ha esaminato ogni identità – gli indirizzi IP sono tracciabili. Ha pubblicato le cose anonime se stessa. La polizia dispone di tutti i dati".

Detto questo, sembrerebbe che l'allarme bullismo possa essere rientrato ma, qui mi rivolgo ai genitori.

Controllate sempre quello che i vostri figli fanno su internet. Se proprio volete dare libertà di utilizzo del computer, bloccate determinati siti.

Evitate che la vostra prole si iscriva a siti come il sopracitato ask.fm ma anche ai più noti social network come Twitter e Facebook. Potrebbero letteralmente rovinare la psiche dei vostri pargoli, oltre ad aiutare episodi di bullismo, esibizionismo, autolesionismo e quant'altro. Parlate con i vostri figli, Internet non è un luogo sicuro in cui navighi in anonimato.

Soprattutto, se proprio volete che i vostri figli si iscrivano a questi social network considerati del tutto innocui, controllate quello che scrivono, le loro azioni. Non lasciateli in libertà d'azione.

È praticamente una piazza che, anche se virtuale, è tremendamente reale; fate attenzione, per il bene dei vostri cari.